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Politica | 26 ottobre 2021, 09:53

Lo Russo mette un milanese all'Urbanistica. I dem e Sganga (M5S): "Non c'era nessuno di Torino?"

La consigliera grillina contesta il "modello classista di sviluppo urbanistico del capoluogo, che non mi sento di augurare a Torino"

In alto a sx l'urbanista Paolo Mazzoleni

In alto a sx l'urbanista Paolo Mazzoleni

Un milanese all’Urbanistica: ma non c’era nessuno di Torino? Da quando Stefano Lo Russo ha annunciato la sua giunta -  dando appunto questa delega e l’edilizia a Paolo Mazzoleni, urbanista ed ex presidente dell’ordine degli Architetti meneghino – questa domanda aleggia nei ambienti politici dem e non solo. Il neosindaco ha voluto lanciare un chiaro messaggio di uno sguardo nuovo su questa materia, lontano dalle “consorterie del mattone” locali legate agli studi del capoluogo. E lontano anche dalle correnti interne del suo partito, rimaste nella maggior parte dei casi a “bocca asciutta” di assessorati.

Dubbi di Sganga (M5S) sull'Urbanistica al milanese Mazzoleni

Chi ne fa invece una questione politica – senza “giudicarne la professionalità e capacità” - è la consigliera del M5S Valentina Sganga, che spiega come la scelta di guardare a Milano sia “singolare, ma chiara negli intenti”.  

"Modello di sviluppo urbanistico di Milano classista"

Il modello di sviluppo urbanistico – sottolinea – del capoluogo lombardo  ha tante luci ma anche altrettante ombre, che non mi sento di ignorare”.  “Non posso ignorare, ad esempio, che lo sviluppo edilizio esasperato e il consolidamento di una città dei consumi, quale è il capoluogo lombardo, coincida molto spesso con una modello classista di sviluppo urbanistico che non mi sento di augurare a Torino e che mai vorrei fosse la direttrice che la nuova amministrazione intende perseguire” conclude Sganga.

Cinzia Gatti

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