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Economia e lavoro | 04 novembre 2021, 10:38

Il Pnrr e la sfida per gli enti pubblici: Compagnia di San Paolo scende in campo per insegnare ai Comuni a "fare progetti"

Pronti da 2 fino a 6 milioni per il bando di Next Generation WE. Il presidente Profumo: "Le amministrazioni sono molto deboli nella pianificazione anticipata: bisogna muoversi entro il 2023 e prima che arrivino le risorse"

sede della Compagnia di San Paolo

Un nuovo bando della Compagnia di San Paolo per aiutare gli enti locali in vista delle risorse del PNRR

Pianificare, in anticipo, con capacità di visione e con ampie vedute. È questa la sfida dei prossimi anni, per Torino, il Piemonte e l'Italia. Con le risorse del PNRR sempre più alle porte, infatti, è indispensabile farsi trovare pronti. Ecco perché Compagnia di San Paolo ha scelto di scendere in campo al fianco delle amministrazioni e degli enti pubblici di tutto il Nord Ovest, per aiutarli a fare un uso efficace dei fondi europei. E lo ha fatto con il bando "Next Generation WE - Competenze, strategie, sviluppo delle Pubbliche Amministrazioni". Un secondo bando dopo quello - simile - che nei mesi scorsi ha riguardato il Terzo Settore (il "Next Generation You").


[Da sinistra, Francesco Profumo e Alberto Anfossi, presidente e segretario generale di Compagnia di San Paolo]

Profumo: "Non c'è più la capacità di progettare in anticipo"

"Le pubbliche amministrazioni territoriali hanno un ruolo importante nella fase implementativa - commenta Francesco Profumo, presidente della fondazione di origine bancaria -: si tratta di 87 miliardi di euro, che è una fetta importante sui 210 complessivi, più i 30 miliardi complementari per l'Italia e quindi Regioni ed enti locali saranno in prima fila, ciascuno per le proprie competenze. Ma se da un lato devono fare da gestori, dall'altro devono anche essere in grado di progettare in anticipo gli interventi. E questo secondo aspetto sta diventando un collo di bottiglia. Tutto il Paese è estremamente debole, da questo punto di vista e la scadenza è fissata nel 2023. Quindi bisogna progettare prima che le risorse vengano impegnate".

Nei piccoli Comuni mancano gli uffici tecnici

Ma c'è un'ulteriore lacuna: "L'ampiezza e la profondità con cui le progettazioni vengono sviluppate - prosegue Profumo -. Siamo un territorio molto frammentato e tanti piccoli Comuni non hanno gli uffici tecnici, oppure sono molto ridotti, con relative difficoltà di progettazione. Ben il 59% a livello Europeo non pianificano impatto sociale e il 44% l'impronta ambientale: c'è molto da fare, non solo in Italia. E la Compagnia di San Paolo cerca di colmare alcune di queste lacune".

L'impostazione delle nuove erogazioni di Compagnia di San Paolo resta quella di massimizzare al massimo la "leva" in grado di moltiplicare le risorse messe a disposizione. "Proprio quello che pensiamo di fare in questa maniera, prolungando anche gli effetti, i benefici e la sostenibilità nel tempo. Mettiamo in gioco svariati elementi di quella cassetta degli attrezzi che ci guida, come approccio, in questi ultimi anni: formazione mirata, fatta su misura a seconda delle carenze del soggetto accompagnato e capacità di fare cultura, sulla struttura del Pnrr e delle sue missioni".

Anfossi: "Due milioni che possono diventare 6, per almeno 80 progetti"

"Un primo bando legato al Pnrr, da 6 milioni di euro, è stato destinato al Terzo settore - aggiunge Alberto Anfossi, segretario generale di CSP - mentre oggi ci dedichiamo a Comuni e Unioni di Comuni di Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta, con due finestre temporali diverse. Sono già stati stanziati 2 milioni di euro, ma c'è l'orientamento per arrivare a 6 milioni di euro, sulla base della qualità dei progetti che ci verranno sottoposti. Pensiamo di poter arrivare ad almeno un'ottantina di questi progetti. Il contributo della Compagnia per ogni progetto arriva fino a 80mila euro e copre i costi di progettazione, quei passetti che devono portare dai titoli ai cantieri, coprendo i costi di consulenze esterna e così via. E se il progetto assistito dovesse davvero accedere ai fondi del Pnrr, magari in bandi che rimborsino i costi di progettazione, allora noi non rivorremmo indietro quei soldi, ma che quelle risorse vengano impegnate per successive nuove progettazioni, innescando così un circolo virtuoso".

 

Massimiliano Sciullo

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