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Cronaca | 27 novembre 2021, 20:08

Indagine plusvalenze Juve, ascoltato in Procura il direttore generale Cherubini. Cosa rischia la società

L'erede di Paratici sentito dai magistrati. Tutto ruota attorno all'articolo 31 del Codice di Giustizia Sportiva per stabilire le responsabilità del club e le possibili sanzioni

dirigenti juve - foto d'archivio

Indagine plusvalenze Juve, ascoltato in Procura il direttore generale Cherubini

La giornata più lunga della Juve si è conclusa poco prima delle 20, con la sconfitta per 1-0 nell'anticipo di campionato contro l'Atalanta. La partita contro i orobici è giunta al termine di 24 ore convulse, dopo l'apertura di un'inchiesta da parte della Procura per la vicenda plusvalenze, che nella giornata di venerdì aveva portato gli uomini della Guardia di Finanza a fare visita alla sede torinese e agli uffici milanesi del club bianconero.

John Elkann al fianco dei dirigenti

Alla gara contro l'Atalanta ha assistito in tribuna anche John Elkann: il presidente e amministratore delegato di Exor  era seduto accanto al numero uno bianconero, Andrea Agnelli, e al vice presidente, Pavel Nedved, oltre all'amministratore delegato del club bianconero Maurizio Arrivabene. Un segnale di vicinanza della proprietà al dirigenti, nel momento in cui sono finiti nel centro del mirino.

"La squadra si è isolata, il presidente ha fatto un bellissimo discorso ai giocatori: l'ambiente è tranquillo, la società penserà a tutto", è stato il lapidario commento del tecnico Max Allegri a fine partita.

Cherubini sentito dai magistrati

Federico Cherubini, direttore generale della Juventus, è stato ascoltato nella giornata di oggi in procura nell’ambito dell'inchiesta Prisma. Il dirigente - tra stringenti misure di sicurezza, per garantirne la privacy - è stato tra le persone audite dai magistrati: dal giugno scorso Cherubini ha sostituito alla guida dell’area sportiva Fabio Paratici, che risulta tra i sei indagati assieme al presidente Andrea Agnelli e al vicepresidente Pavel Nedved. Il verbale è stato secretato.

Sulla vicenda un dirigente della Covisoc (la commissione di vigilanza sulle società professionistiche, ndr), ha riferito all'agenzia di stampa nazionale: "Il fenomeno delle plusvalenze incrociate può mettere in grave crisi i club che lo adottano e intaccare il sistema calcio in Italia. La cosa non riguarda solo la Juve e la Covisoc l'ha individuata dall'autunno 2020 per decine di operazioni, segnalando il tutto alla Procura federale che qualche settimana fa ha aperto un' inchiesta. Subito dopo sono arrivare le richieste di chiarimenti dalla Consob".

Cosa rischia la Juve

Difficile, almeno per il momento, capire quali potrebbero essere le conseguenze per la Juve. Tutto ruota attorno ai reati di falso in bilancio, illustrati negli articoli 2621 e 2622 del Codice Civile, e del decreto legislativo 74/2000. Il fronte dunque delle presunte “false comunicazioni di società quotate in borsa” e “false fatturazioni”, con le eventuali pene che andrebbero modulate a seconda della gravità della violazione commessa. Ma si sa che è sempre piuttosto complicato stabilire con criteri oggettivi il valore economico di un calciatore e la conseguente iscrizione a bilancio.

Il precedente del Chievo

Per un caso in qualche modo analogo, nel 2018 la Corte d’Appello federale condannò il Chievo a tre punti di penalizzazione per “reiterata violazione ed elusione delle norme di prudenza e correttezza contabile”, decisione che fu confermata anche in sede di Collegio di garanzia.

In linea teorica, se fosse dimostrata la violazione del comma 2 dell'articolo 31 del Codice di Giustizia Sportiva della Figc si va dai punti di penalizzazione fino all’esclusione dal campionato. Ma i contenuti dell'inchiesta che vede coinvolta la Juve e i suoi sviluppi sono ancora tutti da definire.

Massimo Demarzi

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