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Economia e lavoro | 13 gennaio 2022, 10:45

Effetto no vax su bar e ristoranti di Torino: senza Green Pass perso oltre un milione al giorno di consumazioni

Lo rivela un'indagine di Epat: "Bisogna valutare attentamente nuovi ristori e finanziamenti"

tavolo di bar o ristorante con pietanze

I bar e i ristoranti di Torino lamentano perdite di oltre un milione al giorno per i clienti senza green pass

Oltre un milione di perdite tutti i giorni, a Torino e provincia, a causa delle mancate consumazioni delle persone senza green pass che non vanno al bar o al ristorante. Lo svela un'indagine di Epat Torino e provincia.

Le prospettive economiche dei pubblici esercizi, già non rosee per il primo scorcio del 2022, tra aumenti dei prezzi di materie prime e tariffe e le inevitabili conseguenze derivate dall’inflazione scontano l’ulteriore riduzione d’incassi per coloro che non potranno più consumare, perché non vaccinati e forse per mancanza di turisti - dichiara Alessandro Mautino, presidente Epat Torino -. Rimanere aperti per gli esercizi pubblici è l’obiettivo fondamentale e lo sanno bene le discoteche invece costrette alla chiusura sino al 31 gennaio e questi sacrifici vengono affrontati in termini organizzativi dagli esercizi, ma la difficoltà economica è evidente e non può essere compensata da aumenti dei prezzi delle consumazioni che il mercato non riesce a sopportare”.

 

"Per un bar è anche difficile controllare"

Occorre ben guardare a questa situazione per evitare che la moria di attività peraltro inevitabile superi i limiti previsti, con un’ulteriore perdita di posti di lavoro - conferma Paolo Troccoli, vicepresidente Epat per il  settore Bar -. S’aggiunga la difficoltà dei controlli, che in un bar diversamente dal ristorante dove la consumazione è al tavolo ed è di una certa durata, si tratta nella maggior parte dei casi di un mordi e fuggi, con l’obbiettiva impossibilità di svolgerlo con attenzione”.

 

 

"Servono ristori e finanziamenti"

Avevamo previsto al concludersi delle festività, che hanno rappresentato un periodo di particolare effervescenza, purtroppo anche nei contagi, una perdita del 10% dei ricavi del settore pubblici esercizi, per timori sanitari, tensioni sui prezzi e difficoltà organizzative. Purtroppo i dati si aggravano anche per le chiusure degli esercizi toccati a vario titolo nei loro organici dai contagi o dalle quarantene e che non possono lavorare - conclude Claudio Ferraro, direttore Epat Torino - occorrerà valutare attentamente ulteriori ristori e finanziamenti, perché la normalità non pare intravvedersi prima di due anni”.

 

Massimiliano Sciullo

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