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Attualità | 04 marzo 2022, 17:00

Guerra in Ucraina: da Torino parte un camper con 4 mila farmaci donati dai cittadini (VIDEO e FOTO)

L’iniziativa dell’associazione Rainbow for Africa è una sorta di missione esplorativa: servirà per capire se esistono le condizioni per allestire in Romania un campo per aiutare i profughi in fuga

Rainbow for Africa per l'Ucraina

Guerra in Ucraina: da Torino parte un camper di Rainbow for Africa con 4 mila farmaci

Quattromila farmaci donati dai cittadini torinesi da destinare ai profughi ucraini in fuga dal loro Paese. E' la missione dei volontari dell’associazione Rainbow for Africa, che questa sera, a bordo di un camper, partiranno con destinazione Siret, città della Romania al confine con l’Ucraina.

Medicinali messi a disposizione da Federfarma

I medicinali sono messi a disposizione da Federfarma che con orgoglio li ha ricevuti da privati cittadini - spiega Gerardo Gatto, presidente del Banco del farmaco di Torino - servono per curare pressione, diabete, problemi di cuore, ma ci sono anche ansiolitici, antidolorifici, antinfiammatori, antipiretici. Stiamo anche raccogliendo fili per sutura e medicamenti utilizzati solitamente negli ospedali di guerra”.

Obiettivo: installare un campo logistico

Stefano Novarese è fra i volontari di Rainbow for Africa in partenza da Moncalieri: “E' una sorta di sopralluogo, necessario per valutare la fattibilità della missione, servirà per capire se ci sono le condizioni per installare un campo logistico definitivo. Avremo dei contatti con le autorità locali e con alcuni chirurghi ucraini che hanno chiesto il nostro intervento. Se tutto va bene, domenica partirà dalla provincia di Vicenza un bus che è stato riconvertito in ospedale, con una sala operatoria sterile adatta a qualsiasi tipo di intervento e otto posti di degenza".

Speranza di portare in Italia qualche profugo

"Inizialmente prevediamo di intervenire sui profughi per patologie legate a fatica e freddo, ma non è da escludere che si debbano curare ferite da guerra. Inoltre - conclude il volontario - una volta al confine, capiremo se c’é la possibilità di portare in Italia qualche profugo”.

Marco Panzarella

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