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Sanità | 27 maggio 2022, 16:46

Vaiolo delle scimmie, come riconoscerlo e contrastarlo? Di Perri: "Farmaci e vaccino, ma ora non preoccupa" [VIDEO]

Il direttore del Dipartimento di Malattie Infettive dell'Amedeo di Savoia: "Un raduno omosessuale ha dato il via alla trasmissione più estesa del solito. Preoccupato? No". Ecco cosa deve fare chi lo dovesse contrarre

giovanni di perri

Vaiolo delle scimmie: è pericoloso per l'uomo? Parla Giovanni Di Perri

Dopo il Covid, il vaiolo delle scimmie. Non sembra esserci pace per l'uomo, sempre più costretto a fare i conti con virus apparentemente lontani e dimenticati, ma che ultimamente sembrano essere tornati a galla. Riemersi.
Il vaiolo delle scimmie è l'ultimo virus a spaventare il mondo, ma cosa sappiamo di questa malattia zoonotica? Come possiamo riconoscere l'infezione, curarla e prevenirla? A fare chiarezza è Giovanni Di Perri, direttore del Dipartimento di Malattie Infettive dell'Amedeo di Savoia

Cosa sappiamo del vaiolo delle scimmie? Quali sono i rischi e come possiamo riconoscere i sintomi?
"Il vaiolo delle scimmie, come esportazione dall'Africa di malattia umana, è un fenomeno che conoscevamo da tempo. Ogni anno ci sono 4/5 episodi. Qui c'è stata una coincidenza: c'è stato un importante raduno dell'area omosessuale alle Isole Canarie. Successivamente replicato ad Anversa e Madrid. Questo ha determinato una catena di trasmissione per contatti ravvicinati. Non si tratta del rapporto omosessuale in sé, poteva essere una qualsiasi riunione con contatto stretto. Questo ha però fatto da amplificatore a un fenomeno che in genere è circoscritto".

Dobbiamo abituarci anche a questo virus?
"Ritengo che con le precauzioni e l'informazione, il fenomeno svanirà in poche settimane".

Possiamo fermarlo e arginarlo con le solite precauzioni a cui eravamo abituati con il Covid o ce ne sono di diverse?
"Diciamo che chi ritiene di essere stato a rischio per frequentazione diretta o indiretta con persone che hanno partecipato a queste manifestazioni e presenta sintomi come influenza o comparsa di vescicole sulla pelle, è bene che si rivolgano a un medico e rimanga isolate per un piccolo periodo".

Ma il vaiolo delle scimmie è pericoloso?
"La malattia di per sé, come malattia esportata, nei paesi occidentali non ha mai determinato un decesso. La mortalità dell'1% che gli viene attribuita è in un clima sanitario asfittico come quello dei paesi in via di sviluppo. E' una malattia lieve".

E se la situazione dovesse sfuggirci di mano?
"Esistono misure che, in caso diventasse un problema di salute pubblica, possono essere messe in gioco: la vaccinazione anti vaiolosa, interrotta nel 1981 in Italia, quando il vaiolo umano era radicato, potrebbe essere recuperata. Penso poi all'uso di farmaci: Tecovirimat, riconosciuto per la terapia del vaiolo delle scimmie.  Abbiamo risorse da mettere in campo".

Nessuna preoccupazione quindi?
"No, direi di no".

Andrea Parisotto

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