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Viabilità e trasporti | 21 giugno 2022, 08:16

A Torino troppi incidenti, l'appello dei bikers: "In città in moto si muore: servono più controlli"

Incroci pericolosi, svolte semaforiche da rivedere, ma anche poca polizia in strada. L'allarme lanciato da Nico Marinelli (Tre merli sotto shock): "Deve cambiare qualcosa, o continueremo a celebrare troppi funerali"

Troppi incidenti, l'appello dei biker: "A Torino in moto si muore: servono più controlli"

Troppi incidenti, l'appello dei biker: "A Torino in moto si muore: servono più controlli"

Le strade di Torino non sono un posto sicuro per i biker. A dirlo, in maniera piuttosto evidente, sono tre indicatori: il numero di incidenti che si verificano, i funerali celebrati e i ricoveri in ospedale per traumi. 

A lanciare l'allarme, dopo una primavera da incubo sulle strade della città e della provincia, è Nico Marinelli, presidente dell'associazione di motociclisti Tre Merli Sotto Shock: "A Torino si muore in moto: sono stufo di dovermi recare a funerali di amici o di sentire il telefono squillare per la segnalazione dell'ennesimo incidente: è un massacro".

A Torino sinistri in aumento

I dati, come detto, confermano la versione di chi la strada la vive ogni giorno a bordo del proprio mezzo a due ruote: nel 2021, in città, sono 542 i sinistri che hanno visto il coinvolgimento di motociclisti. Ben di più rispetto ai 384 registrati nel 2020. Sei i decessi.

I problemi segnalati dai biker

Tanti i problemi che i biker riscontrano nelle vie e nei corsi di Torino: l'assenza di personale di polizia e di controlli, strade che hanno bisogno di manutenzione, semafori "veloci" che inducono gli utenti della strada a prendere decisioni avventate, monopattini che si muovono senza regole, automobilisti ubriachi alla guida e tanti veicoli non assicurati, che dopo aver provocato un incidente fuggono facendo perdere le proprie tracce. "Il traffico è letteralmente esploso, di conseguenza sono aumentati sinistri e incidenti mortali. A Torino si corre troppo" afferma Marinelli.

Gli incroci pericolosi

Una mappa degli incroci pericolosi c'è: a far paura è principalmente l'incrocio tra corso Novara e corso Regio Parco, considerato un vero e proprio punto critico: "Il Comune lo sa da anni e da anni non fa nulla: i biker continuano a morire". Incrocio da incubo poi quello tra corso Einaudi e corso Peschiera, senza svolta semaforica, ma anche l'asfalto di corso Marche, in direzione Collegno, scivoloso e quindi pericoloso per chi guida un mezzo a due ruote.

In provincia è una mattanza

La situazione non è certo migliore se ci si muove in provincia. La strada che tutti temono è la sp460: qui in 6 km di strada tra Leinì e Lombardore sono morti quasi 100 motociclisti negli anni. Una mattanza che continua senza sosta, senza che nessuno intervenga. "Chiediamo telecamere che puniscano chi compie un sorpasso azzardato: quello è il vero problema, ancor di più della velocità".

Controlli e multe: l'appello di chi in strada non vuole più morire

Marinelli, stufo di percorrere strade poco sicure è un fiume in piena: "Serve assolutamente più personale in strada e controlli: la polizia fa quello che può, ma sono pochi". "A Torino i motociclisti si devono mettere in testa che se fanno un incidente a 40 km/h si fanno male, a 50 km/h si muore" prosegue. Le proposte da inoltrare alle istituzioni non mancano, anzi: "Con piccoli accorgimenti, la situazione può migliorare. Guardate l'introduzione dei T-Red, come ha evitato tanti incidenti. Come prima cosa, per esempio, si potrebbero allungare i tempi dei semafori di svolta".

"Io - racconta Marinelli - fui tra i primi a chiedere telecamere con flash mob e atti pubblici: la gente deve rispettare il codice stradale, oggi invece con le auto fanno di tutto ma non guidano più". Al di là degli accorgimenti, non può mancare la singola responsabilità dell'utente della strada, automobilista o pedone che sia: "Servono rispetto, ma anche attenzione e testa sul collo: non si possono dare bolidi a ragazzini che scorrazzano in città". 

Infine l'appello alle istituzioni: "Vigilate, controllate e multate: non ne possiamo più di ubriachi alla guida, di mezzi scoperti di assicurazione, di sorpassi azzardati: è ora di dire basta. Basta morti sulla strada". Una frase pronunciata mentre il cellulare squilla e lo aggiornano sulle condizioni di una bimba di 8 anni con 145 punti in testa, una mamma in terapia intensiva e un papà ucciso da una donna al volante. Ubriaca. L'ennesimo episodio di una strage, quella dei biker, che nessuno sembra riuscire a fermare.

Andrea Parisotto

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