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Attualità | 26 giugno 2022, 14:42

Il monito del Telefono Rosa: "Non riconoscere la violenza uccide"

Il report annuale evidenzia come nel 2021 sono state quasi 750 le donne che hanno denunciato episodi di violenza, 30 delle quali under 16

stalking - foto d'archivio

Il monito del Telefono Rosa: "Non riconoscere la violenza uccide"

La violenza ha le chiavi di casa”. Quante volte abbiamo detto, sentito, letto, scritto questa frase, sintesi vera della realtà? Quante volte ripetono questa amara e tremenda constatazione le donne che chiamano il Telefono Rosa Piemonte, o che condividono il loro pensiero con migliaia di post ogni anno sui nostri social? Quante volte ancora dovremo leggere di donne uccise da uomini la cui pericolosità non era stata né valutata né presa in considerazione né tantopiù neutralizzata?".

I numeri del report annuale 2021

Il report annuale del Telefono Rosa evidenzia che nel 2021 sono state 744 le donne accolte e 5.017 i contatti on line e social; ben 30 le ragazze minori di 16 anni di età e 173 le giovani donne tra i 16 e i 29 anni. Una violenza, a quanto pare, sempre più precoce o, forse, anche una maggiore consapevolezza delle più giovani. Segnaliamo anche 279 figli vittime di violenza assistita e 145 anche di violenza diretta. "E le donne che presentano un rischio valutato con i nostri mezzi come alto o altissimo sono il 65% del totale", sottolinea il Telefono Rosa.

Dieci donne uccise solo nei primi 20 giorni di giugno 2022

"Quante volte ancora dovrà una donna subire la delusione di non essere creduta e protetta dalle Istituzioni, di vedere minimizzata, svalutata, normalizzata la violenza subita spesso anche in presenza dei propri figli?", sottolineano le volontarie piemontesi. "Nei primi venti giorni del mese di giugno 2022 sono state uccise dieci donne, tutte da uomini a loro vicini, alcuni anche già da loro più volte denunciati per violenze quotidiane".

Negli stessi giorni l’ultimo rapporto di Eurispes ha attestato che due cittadini su tre in Italia dichiarano di non avere fiducia nel sistema giudiziario. "Le aule di giustizia sono il terminale finale, solo una donna su dieci ci arriva, ma se nemmeno il sistema giudiziario è in grado di identificare le forme simboliche del dominio e della discriminazione sessista, che è di per sé violenza nascosta, non sarà a maggior ragione capace di riconoscere e attribuire la dovuta rilevanza alla violenza esplicita, che prolifera in un contesto sociale e culturale complice", aggiunge Telefono Rosa.

"Neutralizzare gli aggressori, non i diritti delle donne"

"Cosa dobbiamo rispondere alle donne che ogni giorno chiedono aiuto, vivono in ostaggio della paura per sé e per i loro figli, e temono la neutralizzazione di tutti i loro diritti, anziché dei loro aggressori?", è la domanda che si pongono le volontarie di Telefono Rosa in conclusione.

comunicato stampa

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