Francia (e francesi) mon amour. Lo dicono le imprese torinesi, che nell'arco dell'ultimo biennio hanno visto crescere gli scambi con i cugini transalpini a ritmi davvero sostenuti, nonostante la crisi legata al Covid prima e alla guerra poi. Lo confermano i dati dell'Unione Industriali di Torino, diffusi proprio in occasione del 14 luglio, festa nazionale a Parigi.
Crescita verticale
I dati dicono che nel 2020 le importazioni delle industrie torinesi dalla Francia sono state pari a 1,63 miliardi di euro, mentre le esportazioni hanno superato i 2,26 miliardi di euro. Cifre cresciute ancora nel 2021, con 2,01 miliardi di euro (+23,5% rispetto all’anno precedente per l'import) e 2,63 miliardi di euro (+16,4%) per l'export.
Il trend è confermato anche dalla lettura dei dati del primo trimestre 2022, che vede un livello di importazioni a 635,28 milioni di euro e di esportazioni a 735,59 milioni di euro, contro – rispettivamente – i 499,44 milioni di euro e i 716,91 milioni di euro del primo trimestre 2021.
Considerato il totale complessivo di importazioni delle industrie torinesi che a fine 2021 ammonta – a livello mondiale – a 18,7 miliardi di euro, il mercato francese vale circa il 10,8%, mentre per le esportazioni, che valgono 20,62 miliardi di euro, la Francia rappresenta il 12,8%. Sono percentuali che nel primo trimestre 2022 aumentano a 11,4% per le importazioni (sul totale di 5,55 miliardi di euro di complessive importazioni a livello globale) e toccano il 12,8% per le esportazioni (rispetto ai 5,88 miliardi di euro di scambi a livello mondo).
Fiducia solida e profonda
“Un nuovo impulso alle relazioni tra i due Paesi è stato certamente dato dal Trattato del Quirinale, firmato a Roma lo scorso 26 novembre, che ha rafforzato l’amicizia tra Italia e Francia e ne ha consolidato la cooperazione bilaterale in vari ambiti, tra cui le relazioni commerciali - commenta Giorgio Marsiaj, presidente dell'Unione Industriali di Torino -. Le imprese torinesi e piemontesi hanno da sempre grandi scambi con i cugini d’Oltralpe, che affondano le loro radici in una secolare tradizione culturale condivisa, con istituzioni di eccellenza quali, ad esempio, il Lycée Jean Giono. Il fatto che, nonostante la pandemia e la guerra, gli intercambi si stiano ulteriormente intensificando dimostra quanto la fiducia reciproca sia solida e profonda".
"Come territorio - conclude -, si aggiunge la necessità di accelerare uno sviluppo infrastrutturale intermodale che consenta alle imprese di Torino e del Piemonte di poter sempre più incrementare ed espandere le opportunità commerciali di interscambio con i Paesi e gli Stati europei”.














