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Economia e lavoro | 15 novembre 2022, 07:00

Gioco pubblico: tra desiderio regionale di ritornare alla normativa del 2016 e previsioni nazionali di crescita di gioco

I dati esposti dall’ADM parlano di una ulteriore crescita nel 2022, trainata dal gioco online. E gli operatori risolvono la crisi del retail con l’offerta multicanale

Gioco pubblico: tra desiderio regionale di ritornare alla normativa del 2016 e previsioni nazionali di crescita di gioco

Mentre in regione continua il tira e molla sulla regolamentazione del gioco d’azzardo, i numeri nazionali dimostrano che il comparto è nuovamente in crescita.

Dopo la parentesi nera del periodo clou della pandemia, i dati del 2021 mostrano risultati promettenti per un settore che movimenta più di 110.000 milioni di euro e che nel 2021 ha generato un incasso all’erario del 16,2% superiore all’anno precedente.

Un motivo in più per accelerare i tempi e capire cosa si intende fare. Le firme raccolte testimonierebbero una volontà di ritornare alla linea politica del 2016, che aveva introdotto nuovi punti sensibili e ristretto le distanze per il distanziometro. Fino al 2021, quando poi la norma era stata cambiata, era stato osservato un calo dei giocatori affetti da GAP, ma i detrattori della legge avevano anche evidenziato come avesse condotto alla chiusura di alcune piccole imprese di settore. Che secondo altri, invece, avevano chiuso a causa della pandemia.

Mentre nelle sedi politiche si discute, incombono le previsioni dell’ADM, secondo le quali per il 2022 si prevede una raccolta di 140 miliardi, con una ripartizione che seguirà il trend già osservato nell’ultimo biennio.

Anche per via delle restrizioni vigenti sul territorio nazionale per circa due anni, buona parte dei giocatori è migrata sul canale del gioco a distanza, che – a differenza delle gaming hall e dei punti generalisti – è sempre rimasto attivo e disponibile e, anzi, ne ha approfittato per implementare ulteriormente la propria offerta per fidelizzare i nuovi arrivati.

I giocatori, dal canto loro, hanno scoperto – o riscoperto – aspetti postivi del gioco digitale. Non solo una ovvia comodità, dovuta alla possibilità di accedere alle piattaforme online in ogni momento e da qualsiasi dispositivo, ma anche payout superiori a quelli assicurati dai punti retail e una tassazione inferiore.

La crescita del gioco online è incessante: dai 36,3 miliardi del 2019 è più che raddoppiato nel 2021, con 67,1 miliardi. Un andamento che è inversamente proporzionale a quello del gioco fisico, che è invece passato dai 74 miliardi del 2019 ai 44 del 2021.

E se, da una parte, il gioco a distanza ha salvato le sorti di un intero comparto, in un periodo che avrebbe altrimenti lasciato campo libero all’offerta illegale, dall’altra sta “rubando la scena” al settore terrestre. Che, ormai libero da vincoli restrittivi, fa oggettivamente fatica a riprendere quota, con la conseguente potenziale perdita di migliaia di posti di lavoro e la chiusura di piccole imprese.

Un aspetto che non è passato inosservato agli operatori di settore che, impegnati nel risollevamento dell’intero comparto, stanno ideando soluzioni alternative per poterne preservare entrambe le anime. Come la nuova piattaforma Made in Italy Eazybet, che ha presentato un’innovativa offerta multichannel, appunto mirata a fondere il comparto fisico e quello a distanza, rendendoli interconnessi fra loro.

Una modalità condivisa dagli stakeholder di settore, che l’hanno individuata come la frontiera futura per la salvaguardia di un necessario equilibrio fra i due universi, e dei presidi di legalità sul territorio, a tutela dell’utente e del gioco responsabile.

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