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Sanità | 14 aprile 2023, 17:51

Nasce il Comitato per il diritto alla tutela della salute e alle cure

Iniziative e mobilitazioni in tutte le province piemontesi fino alla manifestazione regionale del 27 maggio a Torino

Nasce il Comitato per il diritto alla tutela della salute e alle cure

È stato presentato oggi a Torino, in un’assemblea pubblica, nei giardini “Peppino Impastato” davanti all’Ospedale San Giovanni Bosco di Torino, il Comitato per il diritto alla tutela della salute e alle cure, unico esempio in Italia, costituito da cittadini, pazienti, associazioni e sindacati che intendono unirsi per avviare una fase di consapevolezza e mobilitazione per difendere il diritto a curare e ad essere curati.

Al momento sono 25 le associazioni, i sindacati, le organizzazioni professionali che hanno aderito, ma il Comitato è aperto a tutti coloro che, in qualsiasi veste, vorranno aderire all’appello che è stato presentato oggi, insieme alle iniziative e le mobilitazioni “a tappe” che toccheranno le province del Piemonte e che culmineranno in una manifestazione regionale il prossimo 27 maggio.

Il movimento unisce i lavoratori della sanità e i pazienti perché è indispensabile difendere il diritto a curare per difendere il diritto ad essere curati. Gli interessi oggi coincidono: se gli operatori sono pochi, stanchi, demotivati, maltrattati, lavorano male e soprattutto se ne vanno. E i pazienti non riescono più a curarsi.

Chiara Rivetti, segretaria Anaao Piemonte: “Questo comitato è una nuova realtà ed è un grande traguardo, perché unisce delle figure differenti che hanno esigenze differenti: medici, infermieri, movimenti di popolazione, pazienti che hanno come unico e comune obiettivo quello di salvaguardare il sistema sanitario nazionale e la sua gratuità. Le cure devono essere garantite per tutte e tutti, la prevenzione della salute deve essere potenziata: in questo comitato abbiamo cercato in qualche modo di unire le esigenze e superare le differenze delle varie realtà per unirci nelle cose che ci accomunano”.

Noi come Cgil – ha detto il Segretario Generale Cgil Piemonte, Giorgio Airaudo, nel suo intervento - ci sentiamo parte di questo comitato perché rappresentiamo i cittadini, sia quando sono lavoratori, pensionati o quando hanno familiari ammalati. Il Governo, nel documento di programmazione economica, ha pianificato la svalutazione della sanità pubblica: dal 6,7% al 6,2% nei prossimi anni, con una media europea che è del 10%. Quindi noi spendiamo quasi la metà degli altri paesi europei nella sanità che, invece, avrebbe bisogno di più fondi pubblici. Servono più assunzioni perché i lavoratori della sanità non ce la fanno più, occorrono più medici, più infermieri, servono più letti in ospedale, serve più personale che valorizzi e difenda la sanità pubblica. I nostri anziani non possono essere lasciati soli alle famiglie nella loro non autosufficienza e nelle loro malattie croniche. In questo Paese la sanità pubblica è un grande valore di comunità, a condizione che sia universale per tutte e tutti. Noi ci batteremo per riconquistarla e saremo presenti in tutte le mobilitazioni che si faranno nel Piemonte fino alla manifestazione del 27 maggio a Torino”.

Francesco Coppolella, a nome dei sindacati di comparto che hanno aderito all’appello: “Se oggi tornasse il Covid, ci sarebbero gli stessi morti e gli stessi problemi? La risposta è sì, e questo lo dobbiamo evitare. Agli utenti diciamo che comprendiamo bene i vostri bisogni di salute, ma voi dovete comprendere che senza personale non si va da nessuna parte e si svuota il servizio pubblico. Senza personale non riusciamo ad abbattere le liste d’attesa, ad assistere i pazienti a casa, a creare nuovi posti letto e siamo costretti a tenere i nostri anziani in barella nel pronto soccorso. Le aziende ad oggi hanno risparmiato 50 milioni di euro sulle assunzioni del personale: questo vuol dire che stanno esternalizzando tutti i servizi. Ci ritroveremo con una sanità privata dall’oggi al domani”.

Per Roberto Venesia, segretario FIMMG Piemonte, “non esiste servizio sanitario nazionale senza medicina di base, perché siamo i medici presenti sul territorio: in questo modo però oggi corriamo tutti il rischio di non poter scegliere più il proprio medico di fiducia, che era l’unica libertà di scelta per il paziente nel servizio. Solo un servizio sanitario ben finanziato può garantire sia la medicina d’attesa che quella d’intervento, di assicurare la diffusione della prevenzione e delle cure di patologie croniche ad un costo sostenibile ed accettabile”.

Noi abbiamo il compito di tutelare la salute delle persone ma oggi noi non siamo in grado di garantire la qualità delle cure mediche negli ospedali e nel territorio”, ha dichiarato Guido Giustetto, Presidente dell’Ordine Provinciale dei Medici di Torino.

"Abbiamo deciso di partecipare a questo percorso del Comitato – ha detto Maria Josè Fava di Libera Piemonte - perché crediamo sia fondamentale la tutela della salute dei cittadini. Gli aspetti che, come Libera, ci riguardano particolarmente sono quelli della corruzione e dell’utilizzo dei fondi: quello che chiediamo è naturalmente più trasparenza perché nella trasparenza è più difficile che si inseriscano mafie e corruzione".

comunicato stampa

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