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Sanità | 17 aprile 2023, 07:04

Sanità, i medici chiedono alla Regione di scoprire le carte: "Come intende investire i fondi del Pnrr?"

Cavalli (Cimo): "Non abbiamo ancora visto un piano complessivo per il settore"

medico in corsia con colleghi

Il mondo dei medici chiede alla Regione chiarezza su come intendono usare i fondi del Pnrr

Un piano strategico complessivo sulla sanità piemontese non lo abbiamo ancora visto. La Regione ci dica come intende investire i fondi del PNRR per efficientare i servizi al cittadino e rinnovare le strutture ospedaliere del territorio, rimaste le stesse a distanza di due anni dall’emergenza Covid”.

Questo il commento di Sebastiano Cavalli, segretario di Cimo Piemonte che aggiunge: “lo scorso anno come sindacato della dirigenza medica abbiamo presentato e condiviso con l’assessorato regionale alla sanità un documento programmatico finalizzato ad una rinnovata agenda sanitaria in Piemonte. Tra le priorità abbiamo segnalato l’urgenza di intervenire per mettere in sicurezza e rinnovare i principali edifici sanitari ed ospedalieri del nostro territorio, collassati durante la pandemia. Sino ad oggi nulla è stato fatto con l’aggravante che il progetto legato alla Città della Salute, sul quale noi siamo sempre stati molto perplessi, si è arenato. La situazione all’interno dei nosocomi piemontesi nell’ultimo anno è più che peggiorata: i medici sono sottoposti a turni massacranti e manca una leadership di coordinamento chiara, visto che interi reparti si reggono sulle cooperative. La fuga dei camici bianchi dalle strutture pubbliche è un problema serio che mette a repentaglio l’offerta dei servizi sanitari e la cura dei pazienti. Occorre intervenire con la massima urgenza. Ma le Regione anche su questo è silente. Il timore è che si pensi già alle prossime elezioni del 2024”.

Anni di tagli alla sanità hanno generato fragilità in tema di edilizia sanitaria, con ospedali e strutture disorganizzate e poco modulabili; situazioni dal carattere emergenziale come la pandemia hanno messo in luce la mancanza di una politica sanitaria basata sulla programmazione e sulla tempestività di azione. Per questo il sindacato piemontese dei medici ha scelto la strada del dialogo e della propositività sensibilizzando il Governo Regionale ad investire in sanità, in modo strutturale e attraverso l’implementazione di servizi che funzionino e che rispondano in modo tempestivo e risolutivo alle esigenze dei cittadini. Per questo servono fondi per finanziare l’introduzione di tecnologie all’avanguardia in tema di telemedicina ed occorre investire in nuove competenze.

Occorre lavorare in modo sistemico, pianificando ed elaborando strategie che tengano in considerazione le esperienze di stakeholder privilegiati, ovvero di chi a vario titolo è impegnato nella cura, diagnostica e preventiva, dei cittadini piemontesi. Noi come sindacato siamo pronti a fare la nostra parte ma serve che la Regione si esprima con idee chiare e realizzabili, non solo finalizzate a tamponare inefficienze e mancanze nel breve periodo ma con progettualità capaci di generare benefici sostanziali nel medio e lungo”, conclude Cavalli. 

redazione

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