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Politica | 13 giugno 2023, 13:00

L’eredità di Berlusconi, in Piemonte Forza Italia serra le fila: “Dobbiamo portare avanti i suoi ideali”

“E’ un dovere continuare questo percorso” è il coro unanime che si leva dagli esponenti piemontesi del partito

foto di archivio

L’eredità di Berlusconi, in Piemonte Forza Italia serra le fila

C’è un tempo per ogni cosa, tanto nella vita quanto nella politica. E oggi, per Forza Italia, è ancora il momento del lutto. Troppo ravvicinata la morte di Silvio Berlusconi, leader totale del partito da lui stesso fondato. Eppure la domanda sul futuro del partito senza il Cavaliere si fa già largo tra i corridoi di Palazzo Lascaris.

Tronzano: “Continuiamo nella sua memoria”

Dubbi a cui il gruppo piemontese di Forza Italia risponde con compattezza, proprio nel nome del presidente scomparso. L’unione di intenti pare totale: “Dobbiamo continuare nella sua memoria e nel suo ricordo, se lo merita e se lo meritano gli ideali che ha messo in campo” afferma Andrea Tronzano. L’assessore, sugli sviluppi che inevitabilmente riguarderanno il partito, ammette: “Decideranno i vertici: oggi è ancora un giorno di lutto”.

La fedeltà a Forza Italia non è messa in dubbio: “Berlusconi ha fondato il centrodestra, con un coraggio enorme: ci ha consentito di parlare all’interno delle istituzioni con la solita grande libertà che ci concedeva. Di questi ideali ce n’è bisogno”.

Ruzzola: “Orgoglioso di essere di Forza Italia”

Anche Paolo Ruzzola, presidente del gruppo piemontese, è molto netto: “Sono orgoglioso di essere di Forza Italia, continuo a esserlo”. Le dichiarazioni di intenti sono identiche a quelle di Tronzano: “Dobbiamo continuare con i suoi ideali e valori. L’eredità è impegnativa, ma abbiamo avuto lunghi anni per formarci: dobbiamo dimostrare di poter portare avanti questi valori in cui ognuno di noi ha sempre creduto. Glielo dobbiamo”.

Biletta sposa Forza Italia

Che Forza Italia, almeno in Piemonte, sia compatta, lo testimonia anche Alessandra Biletta: “Dovremo essere in grado di continuare il nostro percorso con forza, nel nome degli ideali che lui ci ha insegnato e ha costruito in questi trent’anni”. La consigliera regionale, da sempre nel partito del Cavaliere e molto legata ai coordinatori Roberto Rosso e Paolo Zangrillo non si vede da nessuna parte.

Forza Italia, quali scenari? La situazione

Solo due anni fa fu però Carlo Riva Vercellotti, dopo 27 anni di militanza in Forza Italia, a lasciare il partito per passare a Fratelli d’Italia. La diaspora appare per ora scongiurata, almeno a livello locale. Molto però dipenderà dalle dinamiche nazionali. Due gli scenari delineati: una migrazione verso posizioni più conservatrici come quelle espresse dal partito di Giorgia Meloni o il passaggio verso il centro. In questo caso servirebbe però un accordo con Italia Viva e Azione.

Il grosso ostacolo? Il “leaderismo”. Lo stesso problema di oggi. Trovare un leader in grado di guidare una forza politica centrista non sarebbe affatto semplice, come testimoniano le liti tra Carlo Calenda e Matteo Renzi. Di certo, tutte queste dinamiche potrebbero influenzare la corsa alle Regionali del 2024.

Ragionamenti complessi, che richiedono tempo. E oggi, Forza Italia, sceglie di dedicare ancora questo tempo al lutto per la scomparsa di Berlusconi, lasciando al domani ogni ragionamento sul futuro.

Rosso: "Non siamo finiti, anzi"

“Forza Italia non è assolutamente finita, anzi. Forse adesso avremo una spinta in più per far vedere che da Berlusconi partiamo per andare avanti. Ora dobbiamo dimostrarci all'altezza di prendere la grande eredità che ci ha lasciato Silvio Berlusconi e portarla avanti” ha commentato Roberto Rosso, senatore piemontese di Forza Italia. “Le idee, i programmi, sono molto chiari. Se qualcuno pensa che ci sia un vuoto di potere si sbagli:  il presidente facente funzione in questo momento è Antonio Tajani, dopodiché c'è uno statuto e si deciderà cosa fare” ha concluso il vice coordinatore regionale di Forza Italia.

Andrea Parisotto

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