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Economia e lavoro | 22 giugno 2023, 14:58

Adesso il mattone tira il freno, a Torino l'inizio del 2023 segna un -7,1%. Colpa dei tassi alle stelle

Difficile sostenere un nuovo mutuo e quindi chi cerca casa prende tempo, oppure si sposta in periferia. Il 2022 era invece andato molto bene. Soffre la collina

foto d'archivio e tavolo conferenza

Adesso il mattone tira il freno, a Torino l'inizio del 2023 segna un -7,1%

Comprare casa a Torino? In media servono 2200 euro al metro quadro. Un dato in aumento del 2,1% rispetto al 2021, secondo il Borsino immobiliare di Fimaa Torino. Quasi il doppio rispetto al resto della provincia (1.111 euro a metro quadro).

Il 2022 a Torino è provincia si è chiuso con poco meno di 38mila compravendite di case. Oltre 16mila in città e quasi 22mila nell'area metropolitana, con una crescita - rispettivamente- del 5,9% e del 2,8%. I valori sono rimasti stazionari, mentre hanno sofferto solo poche aree, soprattutto nelle zone a vocazione turistica come le aree sciistiche (-3,3%), la Bassa Valsusa (-4%), il Pinerolese (-5,1%), ma anche la Cintura Nord (-3,6%), quella Sud (-3,1%) e la collina (-3,1%). A Torino invece soffre la zona della collina (-7,7%).

I tassi di interesse pesano sul 2023

Va peggio il 2023, zavorrato a un -7,1% nel primo trimestre a causa (anche) della corsa verso l'alto dei tassi di interesse. "Chiudiamo un anno proficuo, rispetto al 2021 - dice Franco Dall'Aglio, presidente di Fimaa Torino - e anche a Torino ci stiamo accorgendo di una nuova vocazione per l'acquisto per investimento. Il calo del 2023 sui mutui è particolarmente forte, quasi del 28% a livello nazionale, anche se il calo delle compravendite è più limitato".

Ci si sposta verso la periferia 

L'effetto con l'aumento dei mutui "è lo spostamento verso la periferia, alla ricerca di prezzi più abbordabili con mutui così difficili da sostenere con i tassi in crescita", conclude il presidente Fimaa.

Vanno alla grande soprattutto i tagli tra i 50 e gli 85 metri quadri, cresciuti del 10,1%, ma trovano riscontro anche le case leggermente più grandi, fino ai 115 metri quadri.

Bene Santa Rita, ma anche Vanchiglia, mentre il centro tiene soprattutto nelle zone del "salotto". Anche Cenisia, Campidoglio e Parella interessano, soprattutto i fondi immobiliari che poi intendono cartolarizzare. Basta allontanarsi un po' dalle vie principali, però, per veder scendere le quotazioni. "In collina paghiamo la presenza di ville con grandi metrature, magari da frazionare, senza dimenticare gli interventi di efficientamento energetico", dice ancora Dall'Aglio.

"Il borsino misura la temperatura dell'economia: delle case, ma anche della ricchezza delle famiglie. I volumi di compravendita testimoniano in ogni caso dello stato della salute di un territorio", dice Maria Luisa Coppa, presidente di Ascom Confcommercio Torino e provincia.

La ferita dei negozi chiusi

Ma resta aperta la ferita dei negozi sfitti, che attirano degrado e abbandono delle aree. "È una battaglia che vogliamo continuare a condurre, sperando che le amministrazioni pubbliche siano al nostro fianco". L'idea, per esempio, è quella di una soluzione sugli affitti brevi, spiega Dall'Aglio. "Il commercio di vicinato offre un servizio, ma anche decoro: una soluzione di tempi brevi può agire come un beneficio tramite un meccanismo simile ad air bnb" ai proprietari dei negozi".

I numeri confermano questo trend, visto che nel 2022 sono calate le compravendite, sorrette da un ridotto +1,6% in città e zavorrato da un -11,3% per la provincia.

Massimiliano Sciullo

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