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I corsivi di Virginia | 10 febbraio 2024, 10:15

Il team vincente: quando l’osteopata e il fisioterapista fanno squadra per ottenere successo

Il team vincente: quando l’osteopata e il fisioterapista fanno squadra per ottenere successo

Parlando di salute e longevità leggiamo spesso che alla base di tutti gli studi sulla longevità, si parte dall’eziologia dell’infiammazione silente che influenza il nostro lungo vivere in buona salute, molto più del corredo genetico.

Che cosa intendiamo per infiammazione e perché questa è un processo che può influenzare la longevità e il nostro star bene fisico e mentale?

Se leggiamo sui vari libri, troviamo che il processo di infiammazione è una risposta protettiva del nostro sistema immunitario. Si attiva per eliminare la causa iniziale di danno cellulare e promuovere la guarigione.

Cosa scatena l’infiammazione? Può essere provocata da agenti fisici, chimici, biologici e cause endogene.

In sostanza l’infiammazione è una risposta dinamica che difende l’organismo da danni.

Perchè si sta parlando tanto di infiammazione allora?

Perchè esiste una condizione medica che definiamo “infiammazione cronica latente” che può influenzare negativamente la longevità, ovvero il vivere a lungo e in salute.

L’infiammazione silente è un’espressione di cattive abitudini alimentari, di stress tossici ed ambientali, ma anche sociali, a cui va ad aggiungersi il malfunzionamento intestinale e dalla sedentarietà.

Monitorare i marcatori dell’infiammazione cronica latente e adottare uno stile di vita sano, possono contribuire a mantenerci in un equilibrio ottimale.

Comprendere questo processo complesso e multifattoriale silente può aiutarci a “spegnerlo” con comportamenti consapevoli e stili di vita virtuosi, perché solo possiamo curarci in modo consapevole.

In un discorso di proposte integrate, di cui abbiamo parlato già numeroso volte negli scorsi articoli come la nutrizione, la medicina rigenerativa, l’integrazione personalizzata, le terapie infusionali, associamo anche due nuove figure che sono quelle dell’osteopata e della fisioterapia, grazie alle quali possiamo attivare il sostegno alla persona e alla gestione dello stress, una delle cause cardine dell’attivazione del processo di infiammazione silente.

Questa continua evoluzione dei tempi precari e stressanti, le continue sollecitazioni quotidiane, hanno fatto sì che la capacità di gestire e controllare lo stress sia uno degli aspetti fondamentali per restare in equilibrio psicofisico.

Dobbiamo affrontare il quotidiano imparando a gestirlo, perchè i rischi di un eccessivo stress senza controllo, può dare origine a patologie ben note come ansia, depressione, ma anche patologie croniche e incidenti cardiovascolari.

Mi rivolgo a due giovani professioniste, la Dott.ssa Federica Ribero, fisioterapista e alla Dott.ssa Francesca Ribero, osteopata, che hanno creato a Torino un innovativo studio denominato

“2R (due.erre)” rivolto a tutti, ma particolarmente mirato alle donne 0-99 anni in tutte le fasi della propria vita (sessuologia, patologia, gravidanza, menopausa, ecc…).

Dott.ssa Federica Ribero, chiariamo innanzitutto che cos’è la fisioterapia in modo da determinarne il campo d’azione. A lei lascio la definizione di fisioterapista in rapporto anche all’infiammazione.

“Il fisioterapista è una professione sanitaria riconosciuta nel 1984 con un percorso universitario.

Noi operiamo sia in collaborazione con il medico e altre professioni sanitarie e sia autonomamente (sempre previa prescrizione medica) valutando la persona assistita. Il fisioterapista lavorando sulla funzione, ha la capacità di portare alla luce qualsiasi problema presente nel movimento, nella mobilità articolare, nella sincronia e armonia delle catene muscolari e delle loro attivazioni.

Per essere più precisi, noi interveniamo in tantissime realtà che richiedono una ripresa dopo un trauma di varia natura (es. Esiti di frattura, ictus) ma anche su dolori definiti ormai cronici (es. lombalgie, cervicalgie, dolori vari) dovuti spesso a cattive abitudini e posture errate mantenute a lungo.

In questi ultimi anni ci siamo dedicate, sposando una vera e propria campagna sociale, alla riabilitazione del pavimento pelvico per incontinenza, dispareunia e a tutte le problematiche dell’uomo e della donna.

Ricordo ancora che è stato molto importante il nostro ruolo come fisioterapista per la riabilitazione polmonare post COVID-19 dopo la pandemia.

Trovo molto interessante rispondere, continua la Dott.ssa Federica Ribero, alla sua domanda su come interviene la fisioterapia in un contesto di stato infiammatorio prolungato del paziente.

Sappiamo che l’infiammazione cronica è un processo che può danneggiare i tessuti in modo silenzioso e persistente, spesso senza sintomi evidenti.

Sappiamo anche che tutta questa situazione degenerativa può contribuire allo sviluppo di condizioni come il pre diabete, pressione alta, malattie cardiache, e malattie autoimmuni, come la sclerosi multipla, la colite ulcerosa, il Morbo di Crohn e l’artrite reumatoide.

Alcune misure riabilitative che utilizzo per trattare il dolore e l’infiammazione partono dall’esercizio terapeutico con esercizi mirati per migliorare il movimento e la coordinazione dei muscoli e delle articolazioni.

Tratto il paziente con approcci di rieducazione globale (RPG) per fornire sollievo temporaneo nei disturbi sub acuti e cronici, riducendo così la rigidità articolare e andando a modificare allineamenti del corpo viziosi e dolorosi

Trattamenti manuali di varia natura (es trattamento della fascia, massaggio connettivale) possono ad esempio contribuire a rilassare i muscoli, migliorare la circolazione e ridurre la tensione.

E’ fondamentale ricordare però che ogni paziente ha un proprio percorso personalizzato, da definire sempre con la collaborazione degli specialisti.

E’ importantissimo sottolineare che per prevenire l’infiammazione cronica alla radice, è importante adottare uno stile di vita sano e una dieta a basso indice glicemico, con un adeguato apporto di sostanze nutritive e seguire i consigli di esercizio fisico e stretching da continuare a casa a completamento del percorso delineato.”

Dott.ssa Francesca Ribero, a lei tocca spiegarmi qual’ è la differenza tra osteopatia e fisioterapia e come l’osteopatia può agire in un percorso di riduzione dell’infiammazione silente cronica.

“L’osteopata e il fisioterapista sono due terapisti manuali, ma vengono consultati per motivi diversi ed attraverso metodi differenti, rimettono in equilibrio la salute del paziente.

Aver creato uno studio come questo di “2R due.erre”, ci permette di operare come osteopata e fisioterapista,in collaborazione sul paziente allo scopo di migliorare il suo equilibrio psicofisico.

L’osteopatia si basa sul contatto manuale per la valutazione, diagnosi e il trattamento della persona.

Io, attraverso il trattamento osteopatico, ricerco le alterazioni funzionali del corpo che portano alla manifestazione di segni e sintomi che possono sfociare in dolori di vario genere. Ogni paziente ha una sua storia clinica raccolta in anamnesi e un suo proprio problema. Il mio esame obiettivo mira a riconoscere le zone maggiormente in disfunzione che, con il passare del tempo, hanno generato dolore nel paziente.

Io sono di supporto per dolori muscolo-scheletrici, problematiche viscerali, disfunzioni del pavimento pelvico e tratto molti pazienti con disturbi del sonno, ansia e stress.

Lei mi ha chiesto, aggiunge la Dott.ssa Francesca Ribero, come l’osteopatia agisce nell’infiammazione cronica.

Parto sempre da manovre di mobilizzazione articolare per riattivare il sistema sanguigno e di ricircolo.

Questo aiuta a creare calore e ridurre l’infiammazione nelle aree interessate.

Applico diverse tecniche che, senza approfondire, elenco come fasciali o miofasciali, viscerali che lavorano sulle strutture interne e visceri, craniche e in ultimo uso la tecnica HVLA quando necessita agire come reset neurologico.

La valutazione è sempre caso per caso e la tecnica si utilizza in base al paziente specifico, all’età del paziente ed ad altri fattori. Collaboro sempre con i medici per avere un quadro a 360° e poter elaborare un trattamento personalizzato che miri a ristabilire salute ed equilibrio psicofisico.”
 

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Virginia Sanchesi

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