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Cronaca | 13 aprile 2024, 20:04

Il derby più brutto: niente gol e poche emozioni fra Toro e Juve, lo spettacolo lo regalano i tifosi sugli spalti

Finisce 0-0, con i bianconeri che possono recriminare per il palo di Vlahovic in avvio. Meglio i granata nella ripresa ma senza pungere. Nessun problema dentro lo stadio, dopo le provocazioni e le tensioni delle ore precedenti

Nessun gol e poco spettacolo in un derby poverissimo

Nessun gol e poco spettacolo in un derby poverissimo

Il derby della Mole finisce 0-0 come non capitava dal 26 febbraio 2008. Basta il risultato, giunto alla fine di una gara mediocre, per dire quanto poco si è visto all'Olimpico in una sfida tanto attesa alla vigilia quanto povera di contenuti ed emozioni sul campo. Un punto a testa che serve poco ad entrambe, visto che le avversarie della Juve per la corsa Champions oggi potrebbero ridurre il distacco, mentre il Toro (che non batte i bianconeri dal 2015) continua ad essere in ritardo sulle rivali che competono per un posto tra Europa League e Conference.

In un tardo pomeriggio avaro di grande calcio e privo di gol, l'unico spettacolo è stato garantito dal pubblico sugli spalti: quasi 28 mila persone, per la maggior parte granata, che hanno cantato, urlato e tifato in modo incessante dal primo minuto all'ultimo di sette di recupero, a conferma di una passione che va oltre il grigio momento di entrambe le formazioni.

Il pre partita nel segno del grande tifo

Dopo le tensioni e le provocazioni che avevano alimentato le ore precedenti, dentro l'Olimpico fila tutto liscio per quanto riguarda l'ordine pubblico.

Qualche momento di tensione segnalato verso le 17 nella zona dei distinti, dove sono entrate alcune centinaia di tifosi bianconeri nello spicchio vicino al settore ospiti (secondo alcuni presenti senza il necessario filtraggio e controllo ai tornelli), con qualche scintilla che però non ha avuto seguito, con la situazione che è tornata rapidamente tranquilla.

Lunghe code a tutti gli ingressi, con molta gente che è entrata all'Olimpico quando già la partita era iniziata. Lo stadio è quasi completamente granata, con il tifo che prova a spingere Ricci e compagnia alla grande impresa con un tifo assordante già al momento dell'annuncio delle formazioni: mister Juric e il bomber Zapata vincono all'applausometro, con tutta la curva Maratona che è uno sventolio di bandiere e sciarpe granata al momento dell'ingresso in campo delle squadre.

Formazioni ufficiali e inizio gara

Torino: Milinkovic Savic; Tameze, Buongiorno, Rodriguez (C); Bellanova, Ricci, Linetty, Vojvoda; Vlasic; Sanabria, Zapata. A disposizione: Gemello, Popa, Masina, Lovato, Ilic, Sazonov, Kabic, Lazaro, Okereke, Savva, Ciammaglichella. Allenatore: Juric.

Juventus: Szczesny; Gatti, Bremer, Danilo (C); Cambiaso, McKennie, Locatelli, Rabiot, Kostic; Chiesa, Vlahovic. A disposizione: Perin, Pinsoglio, De Sciglio, Alex Sandro, Yildiz, Iling-Junior, Kean, Miretti, Weah, Rugani, Alcaraz, Djalo, Nicolussi Caviglia. Allenatore: Allegri.

Arbitro: Maresca di Napoli

Di Vlahovic le occasioni migliori

Il Toro fa la partita, ma le migliori chance le ha la Juve in avvio, con una occasione di Locatelli che spara alto, dopo il palo colto dal liberissimo Vlahovic nelle prime fasi. Tanto possesso palla da parte della squadra di Juric, però i ritmi sono troppo compassati e Zapata non viene mai innescato a dovere nella prima mezz'ora.

E' ancora bianconera un'altra grossa opportunità al 32', con Milinkovic Savic bravissimo nel dire di no al solito Vlahovic, mentre bisogna aspettare il minuto 42 per vedere il primo tiro pericoloso (ma non nello specchio) del Toro con Vlasic. Prima dell'intervallo arriva anche il giallo per Gatti, dopo un intervento duro e scomposto su Buongiorno in area, cui si aggiungono a pochi secondi dalla pausa i granata Vojvoda e Ricci.

Secondo tempo sotto il segno del Toro

La ripresa vede subito il gol di Zapata, ma Maresca aveva già fermato il gioco in precedenza, tutto inutile per il Toro. Gli uomini di Juric sembrano poter salire di giri, dopo aver manovrato a lungo ma su cadenze troppo lente nella prima frazione, ma quando la Juve accelera dà la sensazione di poter fare male, con un tiro di Chiesa al termine di una veloce ripartenza che viene murato dalla difesa granata, evitando guai al proprio portiere. Decisivo è invece sul fronte opposto Szczesny, che si oppone alla grandissima su Sanabria, vanificando la migliore occasione del Toro.

Superato il quarto d'ora, Allegri opera un doppio cambio per provare a dare maggiore verve ai suoi, con gli ingressi di Yildiz e Iling-Junior, vanno fuori Chiesa e Kostic. La Juve però soffre, la partita la fa il Toro, che prende stabilmente possesso della metà campo avversaria, anche se continua a fare una fatica bestiale quando si tratta di arrivare a concludere. Il tiro di Vojvoda è bello ma troppo centrale per creare problemi a Szczesny, mentre sul fronte opposto è il nuovo entrato Yildiz a testare i riflessi di Milinkovic Savic.

Inizia poi la girandola delle sostituzioni anche sul fronte granata, con Juric che gioca la carta Okereke per provare a sorprendere la Juve, mentre Lazaro rileva Vojovoda. Risponde Allegri mettendo dentro Alex Sandro e Kean per il tratto finale di gara, che il Toro è costretto a giocare senza l'infortunato Bellanova, rimpiazzato dal jolly Masina, mentre il tecnico granata Juric riesce a farsi cacciare per proteste.

Non succede nulla neppure nel recupero extra large concesso da Maresca, con il tentativo finale di testa di Lazaro che non inquadra la porta: un derby così brutto non poteva che finire 0-0.

Massimo De Marzi

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