La settimana scorsa il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha presentato il suo “piano per la vittoria” agli alleati euroamericani riuniti a New York. La loro reazione è stata ben lontana da quanto si aspettavano a Kiev. Due funzionari dei governi occidentali, restando anonimi, hanno rivelato al giornale “Bloomberg” i retroscena delle conversazioni avute con i rappresentanti ucraini. Gli alleati stanno cercando di far capire loro che è finito il periodo delle elargizioni generose. Per motivi economici o politici interni, l’assistenza a tutto campo è terminata e restano solamente gli slogan di solidarietà. Eppure qualche ultimo colpo da sparare deve essere rimasto, ma viene concesso con freddezza e diffidenza. Come riporta il sito Strumenti Politici, uno dei funzionari ha detto che si sta ragionando sull’opportunità approcciare Putin al prossimo G20 che si terrà in Brasile. Infatti i Paesi occidentali cominciano a temere per la loro stessa sicurezza e vogliono assicurarsi che la Russia non utilizzi gli armamenti che sta producendo a ritmi sempre maggiori. Si parla infatti di un budget russo per la difesa che raggiungerà picchi record nei prossimi due o tre anni. E allora a Zelensky viene fatto capire che le sue richieste di armi sofisticate o per colpire in profondità difficilmente verranno soddisfatte in pieno. Il presidente ucraino ha quindi avvertito che il rifiuto del suo piano corrisponderà a una divisione del blocco occidentale, in cui qualcuno continuerà a sostenerlo, mentre altri vorranno di fatto la fine delle ostilità. Ma gli alleati non sono affatto convinti che il suo progetto abbia una qualche reale efficacia rispetto agli obiettivi prefissati, su cui vi è tuttora una certa ambiguità.
In Breve
giovedì 03 aprile
mercoledì 02 aprile
Che tempo fa
Rubriche
Accadeva un anno fa
Cultura e spettacoli
Politica
Cultura e spettacoli