A Torino le eccellenze ospedaliere sono il Maria Vittoria e il Santa Croce per quanto riguarda l'area cardiovascolare, Mauriziano e Gradenigo per quanto concerne la qualità, mentre negli altri settori gli ospedali dell'area torinese e piemontese non sono tra le prime posizioni in Italia. In generale, inoltre, in quasi tutte le strutture ospedaliere convivono aree con livelli di qualità alta o molto alta con reparti di bassa qualità.
A dirlo sono i dati dell'edizione 2024 del Programma nazionale esiti (Pne), curato dall’Agenzia nazionale dei servizi sanitari e presentato oggi a Roma. Risultati che si si riferiscono all’attività ospedaliera erogata nell’anno 2023 da 1.363 ospedali pubblici e privati e a quella relativa al periodo 2015-2023 per la ricostruzione dei trend temporali. "Il Programma nazionale esiti 2024-Report su dati 2023 non è una classifica, non dà premi o punizioni, ma vuole generare una positiva competizione tra aziende ospedaliere", hanno subito spiegato gli organizzatori.
Torino e il Piemonte non compaiono nei primissimi posti in nessuna delle categorie proposte, anche se la qualità di tutti gli ospedali e dei servizi ospedalieri del Centro-Nord è, in generale, migliore rispetto alla media del Centro-Sud.
Per il terzo anno consecutivo, come eccellenza a livello nazionale si conferma l'Humanitas di Milano, con livelli altissimi nelle 7 aree cliniche prese in esame dal report. Ci sono poi due ospedali pubblici a pari merito, l'Azienda ospedaliera di Ancona e il Careggi di Firenze.
L'edizione 2024 del Piano nazionale esiti "fa riferimento all'attività assistenziale effettuata nell'anno 2023 da 1.363 ospedali pubblici e privati, e a quella relativa al periodo 2015-2023 per la ricostruzione dei trend temporali", spiega l'Agenas. A dimostrazione del metodo rigoroso di valutazione da parte dell'agenzia, evidenzia, sono stati calcolati complessivamente "205 indicatori, di cui 180 relativi all'assistenza ospedaliera (70 di esito/processo, 88 di volume e 22 di ospedalizzazione) e 25 relativi all'assistenza territoriale, valutata indirettamente in termini di ospedalizzazione evitabile (14 indicatori), esiti a lungo termine (7) e accessi impropri in pronto soccorso (4)".