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Cultura e spettacoli | 14 gennaio 2026, 11:44

L'Osservatorio Astronomico dei Savoia diventa studio per podcast e video: "Vogliamo raccontare la scienza a tutti"

La Specola dell'Accademia delle Scienze si apre a musei ed enti, ma anche a privati e scuole

Da Osservatorio Astronomico dei Savoia a studio per la produzione di podcast, video, interviste e documentari realizzati dai musei ed enti di Torino. Ma anche da scuole e semplici cittadini. L'obiettivo è chiaro: divulgare la scienza e realizzare dei contenuti che raccontino storie e realtà, usando un linguaggio semplice.

Nato nel 1789

Dopo oltre 80 anni torna a vivere la Specola dell'Accademia delle Scienze, voluto nel 1789 da Vittorio Amedeo III di Savoia. Grazie a un accordo quinquennale con il Politecnico di Torino, questo luogo collocato all’ultimo piano dell’Accademia, si trasforma in un innovativo hub per la produzione di contenuti culturali multimediali allestito con tecnologia all'avanguardia.

"Scienza percepita come un valore"

"Dopo il COVID - spiega il presidente dell'Accademia delle Scienze Marco  Mezzalama - si è diffusa l'anti-scienza. Il 95% dei ragazzi tra gli 11 ed i 35 anni sono attivi sui social e li adoperano come strumenti di comunicazione: il 75% degli universitari usa ChatGPT""L'obiettivo - ha aggiunto - è che la gente non abbia paura dell'innovazione tecnologica e della scienza, ma che venga percepita come un valore e non  solo come paura del cambiamento".

Accademia delle Scienze negli anni ha già sviluppato con successo il filone della divulgazione scientifica: il canale YouTube registra 400mila accessi. Tra i contenuti che si punta a produrre anche quelli dedicati ai bambini. "Si diventa cittadini - ha chiarito Mezzalama - già dalla materna ed elementari: si possono fare accordi con le scuole, facendo si che siano proprio i ragazzi a realizzare i prodotti"

Podcast ed interviste 

La prima manifestazione culturale a prendere casa in parte all’interno della Specola sarà Biennale Tecnologia, ma l'obiettivo è musei ed enti culturali del territorio realizzino qui podcast, interviste, documentari... utilizzando lo spazio e le attrezzature professionali, assistiti da tecnici specializzati. In un secondo momento l'idea è di aprire anche a imprese e privati. Contenuti che poi verranno diffusi sulle piattaforme.

I commenti 

"Oggi - ha sottolineato il Rettore del Politecnico Stefano Corgnati - la società ha una matrice tecnologica fondamentale, che deve essere compresa per non spaventare: quando c'è la paura, si blocca l'interpretazione corretta. Una delle missioni del nostro Ateneo è aprirsi al dialogo costante con la società, trasferendo i saperi tecnologici con una grammatica comprensibile".

"Il cittadino - ha aggiunto Guido Saracco, curatore del progetto di produzione culturale del Politecnico Prometeo Tech Cultures - diventa il nostro interlocutore e può essere raggiunto nel terreno che gli è più caro, ad esempio nel teatro. L'idea non è di fare cose a pagamento: noi vogliamo investire la tecnologia del Politecnico per rendere accessibile a chiunque la produzione di cultura per la città".

Cinzia Gatti

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