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Cultura e spettacoli | 11 gennaio 2026, 17:13

Orchestra Filarmonica: "Dolci carezze" il primo concerto del 2026

Martedì 13 gennaio

Orchestra Filarmonica: "Dolci carezze" il primo concerto del 2026

Sarà un viaggio tra armonie luminose e contrasti espressivi quello che l’Orchestra Filarmonica di Torino propone per il suo prossimo appuntamento concertistico, intitolato «Dolci Carezze», in programma martedì 13 gennaio 2026, alle ore 21, presso il Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino.

Sul palco, il primo violino Sergio Lamberto in veste di maestro concertatore guiderà l'orchestra, affiancato dalla violoncellista Erica Piccotti, una delle giovani stelle della Stagione One Way Memories. Talento precoce, premiata fin da giovanissima in numerosi concorsi internazionali – nel 2020 è stata “Young Artist of the Year” agli International Classical Music Awards, Piccotti svolge un’intensa attività concertistica in Italia e all’estero. Insieme, esploreranno un programma che unisce l'eleganza del Classicismo viennese a una sorprendente incursione nella musica contemporanea.

Il concerto si apre con la giovanile Sinfonia n. 5 in si bemolle maggiore K 22 di Wolfgang Amadeus Mozart. Composta a soli nove anni nel 1765, mentre Mozart si trovava a L'Aia durante il Grand Tour della sua famiglia, l'opera è un distillato di freschezza e grazia che introduce l'ascoltatore nelle armonie pure e leggere del Settecento.
A creare un audace e intenso contrasto, l'Orchestra ed Erica Piccotti eseguiranno Hell 1 per violoncello e archi di Giovanni Sollima, tratto da Songs from the Divine Comedy. Questo brano, ispirato dalla Divina Commedia di Dante rappresenta un momento di espressione vivida e contemporanea, portando in sala sonorità ricche di pathos e forza drammatica, un linguaggio espressivo e senza filtri che dialoga con la classicità attraverso l'intensità emotiva.

Il percorso prosegue con due capolavori di Franz Joseph Haydn. La Piccotti tornerà sul palco per il Concerto n. 2 in re maggiore per violoncello e orchestra Hob. VIIb:2, uno dei concerti più amati del repertorio. Composto nel 1783 e destinato al primo violoncello dell'orchestra del principe Esterhàzy, il boemo Antonin Kraft, musicista dall'eccezionale talento, il concerto celebra la virtuosità lirica dello strumento solista in un contesto di serena e ineccepibile architettura formale.

Il programma si conclude con la Sinfonia n. 44 in mi minore Hob. I:44 Trauersinfonie (Sinfonia Funebre). La sinfonia è un esempio eccelso del periodo Sturm und Drang (tempesta ed impeto) di Haydn, un'opera che unisce il tumulto e la tensione emotiva a una scrittura elegante, raggiungendo un'intensità che non scivola mai nella disperazione, ma mantiene un'atmosfera coinvolgente e solenne.

comunicato stampa

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