Un carrellino, thermos di caffè caldo, sacchetti con un pasto completo e qualche parola scambiata sotto i portici del centro. Ogni domenica sera, tra il Duomo, Galleria San Federico, via Roma e corso Vittorio Emanuele II, dodici volontari dell’associazione Aps “Progetto insieme a…” percorrono le stesse strade con un obiettivo preciso: tendere una mano a chi vive in strada.
“Instaurare un rapporto”
L’associazione è nata ufficialmente a settembre 2025, ma molti dei presenti affondano le radici in oltre dieci anni di volontariato. A raccontarlo è la fondatrice, Caterina Rosselli, torinese d’adozione da più di trent’anni. “Il nostro obiettivo non è solo distribuire cibo - spiega - ma creare un dialogo, capire di cosa hanno bisogno, instaurare un rapporto di fiducia e, quando possibile, indirizzarli verso percorsi di aiuto”.
Un’associazione nata da un libro
“Progetto insieme a…” si è autofinanziata grazie alla vendita del libro “Mamma dammi un bacio”, scritto proprio dalla stessa Rosselli e pubblicato a maggio dello scorso anno. Un racconto autobiografico che ripercorre momenti significativi della sua infanzia, emersi a seguito di un incontro che ha segnato profondamente il suo percorso personale.
Diventato appuntamento fisso
Il ritrovo è alle 20 in corso San Maurizio, all’ingresso dei Giardini Reali. Da lì parte un percorso che si ripete ogni settimana e dura un paio d’ore. I volontari distribuiscono tra i 50 e i 60 pasti a weekend: un piatto caldo, frutta, acqua, un dolce. Non mancano caffè e tè caldi, soprattutto nei mesi più freddi. Col tempo, quel giro è diventato un appuntamento atteso. “Ormai ci aspettano - racconta Rosselli - loro conoscono noi e noi conosciamo loro. Le emozioni sono forti. Ognuna di queste persone combatte in silenzio una battaglia personale e farli aprire all’esterno è un regalo non scontato”. Tra i dodici volontari c’è anche chi in passato ha vissuto sulla propria pelle l’esperienza della strada e oggi ha deciso di mettersi in gioco per aiutare il prossimo.
Aiuto anche per i 4 zampe
Accanto ai pasti, i volontari portano indumenti, prodotti per l’igiene personale e anche cibo per i cani che spesso accompagnano chi vive in strada. A volte si unisce al gruppo anche una veterinaria. Una mano concreta arriva da alcuni esercenti del centro, come la “Trattoria Torino” di via del Carmine: i volontari forniscono pasta e sugo e il ristorante prepara i pasti caldi da distribuire.
“Quello che costa di più non è il cibo - sottolinea Rosselli - ma i materiali: sacchetti, contenitori, thermos. Sono strumenti fondamentali per poter fare questo servizio in modo dignitoso”. Molto dipende da piccole donazioni e dal passaparola. Così in una città che corre veloce, c’è chi la domenica sera sceglie di rallentare. Di fermarsi. Di guardare negli occhi chi troppo spesso resta invisibile.




















