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Cultura e spettacoli | 09 marzo 2026, 10:24

Al Cinema Massimo, la regista Jacqueline Zünd presenta il film "Don’t Let the Sun"

Domani sera alle 20.30

Al Cinema Massimo, la regista Jacqueline Zünd presenta il film "Don’t Let the Sun"

Il Museo Nazionale del Cinema, l’Associazione Museo Nazionale del Cinema (AMNC) e la Cineteca Milano presentano l’anteprima del film "Don’t Let the Sun" di Jacqueline Zünd, in programma martedì 10 marzo alle ore 20.30 presso la sala 2 del Cinema Massimo.

Al termine della proiezione, incontro con la regista Jacqueline Zünd e i produttori Gianfilippo Pedote e Davide Pagano della Casa delle Visioni | Cinema Indipendente e Arte Visive. 

La trama 

In un mondo reso invivibile dal caldo, la vita sociale si svolge esclusivamente di notte. Un’esistenza regolata e funzionale, dove però le relazioni umane si sono ormai dissolte. Jonah lavora per un’agenzia che fornisce “sostituti affettivi” a chi non è più in grado di reggere coinvolgimenti emotivi autentici. Quando viene ingaggiato per interpretare il padre di Nika, una bambina chiusa e diffidente, la maschera dietro cui si protegge comincia lentamente a incrinarsi. L’attore protagonista Levan Gelbakhiani ha vinto il Pardo per la migliore interpretazione nella sezione Cineasti del Presente di Locarno. 

“Durante le riprese di Almost There (2016) in Giappone – dichiara la regista Jacqueline Zündho scoperto qualcosa che mi è rimasto dentro: un’agenzia in cui puoi assumere attori professionisti per interpretare qualsiasi ruolo nella tua vita. Possono essere il tuo migliore amico, marito, figlia, amante o addirittura i partecipanti a un funerale. Sebbene questo fenomeno sembri appartenere più che altro alla cultura giapponese, l’ho visto come una prospettiva inquietante anche per le nostre società in Europa. Don’t Let the Sun è una storia sulla natura fragile delle relazioni nella nostra epoca post- digitale. Il film esplora tematiche legate all’intimità: come nasce realmente? Che tipo di vicinanza desideriamo? Perché è così difficile permetterci qualcosa che tutti desideriamo? E quanto sono cambiati nel tempo i nostri bisogni di intimità? Nel mio film, non è il mondo digitale a creare distanza tra le persone, ma le condizioni climatiche”.

 

comunicato stampa

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