La prossimità è una pratica di democrazia profonda, fondamentale soprattutto in un momento di incertezza globale dove il richiamo a questa dimensione costituisce una riappropriazione della possibilità di agire. Solo così si può costruire e quindi trasformare per il bene comune.
Lavori in Corto, concorso nazionale giunto all’undicesima edizione, promosso da AMNC – Associazione Museo Nazionale del Cinema, ha scelto questo tema in condivisione con la Biennale della Prossimità che si svolgerà a Torino nel mese di ottobre.
Il lancio del bando avverrà con la proiezione della versione restaurata del film I cento passi di Marco Tullio Giordana, in programma il 17 marzo, alle ore 20.30, al Cinema Massimo di Torino (ingresso libero con la possibilità di prenotare sul profilo Eventbrite di AMNC). Alla serata interverranno lo sceneggiatore del film Claudio Fava, il Direttore di Lavori in Corto Vittorio Canavese, il Presidente del Consorzio Abele Lavoro Massimo D’Amico, la Vicepresidente dell’AMNC Valentina Noya e i rappresentanti di Libera del Presidio Universitario di Torino.
Il nuovo bando
Il concorso è aperto a film realizzati dal 1° gennaio 2025 in poi, di durata non superiore ai 30 minuti. Ci sono quattro premi: il Primo Premio dedicato ad Armando Ceste, autore di Liberaterra (1500 euro), il Premio Marina Panarese per filmmaker straniere o stranieri di seconda generazione (1000 euro), il Premio Cinema Giovani Vittorio Arrigoni per persone under 35 sostenuto da Nova Coop (1000 euro) e il Premio Lacumbia Film che prevede un riconoscimento attraverso la fornitura di servizi audiovisivi. Per partecipare, c’è tempo fino al 30 giugno 2026.
I dettagli sono sul sito web di AMNC: https://amnc.it/bando-di-concorso-lavori-in-corto-2026/
Per informazioni, si può anche scrivere a: lavorincorto@gmail.com
Il tema 2026
Lavori in Corto e Biennale della Prossimità fanno proprie le parole dell’antropologo Arjun Appadurai: «La democrazia profonda è la democrazia più prossima, del quartiere, della comunità che si esprime nelle pratiche quotidiane della condivisione». Il cinema, soprattutto quello che viene dal basso, che nasce dall’urgenza del racconto e non da logiche produttive e di mercato, può rappresentare uno stimolo alla discussione. Già nelle precedenti edizioni di Lavori in corto era emersa la capacità del cinema di cogliere e raccontare temi sociali rilevanti con punti di vista originali, sia nei cortometraggi della rassegna competitiva che nelle proiezioni fuori concorso. Sviluppare le occasioni di connessione tra operatori culturali, artistici e sociali è anche un modo per realizzare un’idea di pratica della democrazia rinnovata, vicina e profonda.
Per info: www.amnc.it














