Poco meno di un mese fa veniva inaugurato il primo dei Cortili che Curano, il Cortile della Musica in via Châtillon 41. Oggi un nuovo spazio educativo, sicuro e inclusivo prende vita nel cuore di Barriera di Milano: è il “Cortile del Gioco”, lo spazio all’aperto rinnovato dell’Oratorio Maria Regina della Pace in corso Palermo 109, grazie al lavoro di Fondazione Aief e dell’associazione Oratorio Maria Regina della Pace, nell’ambito del progetto “Bella Storia” della Città di Torino (PN Metro Plus 2021-2027), parte del più ampio percorso di rigenerazione urbana di Aurora Barriera.
Restyling del cortile
Il cortile è stato oggetto di un importante intervento di riqualificazione che ha previsto il rifacimento del manto, la realizzazione di una tribuna, il rinnovo dell’impianto di illuminazione e l’introduzione di nuovi arredi, rendendo lo spazio più accogliente, sicuro e funzionale per le attività educative e sportive. Alla realizzazione dei lavori hanno contribuito, oltre a Fondazione AIEF e all’Oratorio Maria Regina della Pace, anche Sermig e Fondazione Paolo Vitelli.
Spazio educativo per tutti
Il nuovo Cortile del Gioco alla Pace è stato ripensato per diventare uno spazio dedicato allo sport e al gioco come strumenti educativi. Nel cortile saranno attivate attività continuative di calcetto e pallavolo (tornei tutti i martedì dalle 16.30 alle 18.30), karate (tutti i mercoledì dalle 17 alle 19), giochi di movimento e go-kart, dal lunedì al sabato dalle 16.30 alle 19, con la presenza di educatori e operatori che accompagneranno i ragazzi in un’esperienza di crescita basata su regole, rispetto reciproco e cooperazione. Ogni mercoledì dalle 17 alle 19 sarà inoltre attivo il progetto “Facciamo Rumore!”, uno spazio creativo dove esprimersi attraverso attività di storytelling, performing arts, teatro e ideazione partecipata. Per informazioni su tutte le attività: 351 6403190 oppure i social @fondazioneaief e @oratorioreginadellapace.
Il progetto integra un sistema di prevenzione del disagio giovanile che include educativa di strada, spazi di ascolto, supporto psicologico e orientamento, grazie al lavoro di un’équipe multidisciplinare composta da educatori, psicologi e formatori.
Un luogo di rispetto
“Impariamo a giocare alla Pace, e giocando impariamo insieme a conoscerci, a rispettarci e a volerci bene. Sovente il gioco è il primo aggancio per bambini e ragazzi che non hanno punti di riferimento: è l’occasione per iniziare un cammino” spiega don Andrea Bisacchi, presidente dell’Oratorio Maria Regina della Pace.
Il progetto “Cortili che Curano” rafforza il ruolo degli oratori come presìdi educativi di prossimità, aperti a tutti i giovani del quartiere indipendentemente dalla provenienza culturale o religiosa, capaci di offrire luoghi accoglienti dove costruire relazioni positive, sentirsi parte della comunità e crescere in un contesto sano. Un presidio che diventa punto di riferimento per bambini, adolescenti e giovani del quartiere, offrendo opportunità gratuite di sport, gioco e aggregazione, con un’attenzione particolare alla prevenzione del disagio e al protagonismo giovanile.
"L’inaugurazione del Cortile del Gioco rappresenta un altro passo concreto nella direzione di una città che investe sulle giovani generazioni e sui territori, a partire dai quartieri che più hanno bisogno di opportunità e presìdi educativi diffusi - racconta Carlotta Salerno, assessora alle Politiche educative e giovanili della Città di Torino -. Restituire a bambine, bambini e ragazzi spazi curati e accessibili significa offrire loro non solo luoghi di svago, ma vere occasioni di crescita, relazione e scoperta di sé. In questo senso, il progetto “Bella Storia” continua a dimostrarsi uno strumento prezioso per contrastare il disagio giovanile e rafforzare il senso di comunità, valorizzando il ruolo fondamentale degli oratori e delle realtà educative del territorio come punti di riferimento aperti, inclusivi e capaci di accompagnare i percorsi di vita delle giovani generazioni".
“La riqualificazione del cortile rappresenta un investimento culturale ed educativo: educare al bello significa offrire spazi curati e sicuri, capaci di generare benessere e appartenenza. Il cortile sarà aperto anche ad adulti e anziani del quartiere, con l’obiettivo di favorire scambi e momenti di incontro tra generazioni. Cortili che Curano non è soltanto un intervento di rigenerazione urbana, ma un progetto educativo strutturato” dichiara Tommaso Varaldo, presidente di Fondazione Aief.


















