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Attualità | 01 giugno 2026, 18:33

Scontro sulla riforestazione al parco del Sangone: “Bosco urbano in difficoltà”

Opposizione all’attacco, il Comune replica: “Interventi regolari e tutto secondo capitolato”

Immagine d'archivio

Immagine d'archivio

E' scontro sul progetto di riforestazione del parco del Sangone, nell’area retrostante il Mausoleo della Bela Rosin. Al centro della contestazione, lo stato di manutenzione del bosco urbano realizzato nel 2021 e composto da oltre 2.100 piante.

A sollevare il caso è un’interpellanza presentata in Consiglio di Circoscrizione 2 dal gruppo consiliare “Noi Progettiamo per la 2”, che denuncia una situazione di possibile criticità nella gestione dell’area, con giovani alberi che - secondo quanto riportato - risulterebbero soffocati dalla vegetazione spontanea e una manutenzione giudicata insufficiente.

“Intervento lasciato al volontariato”

Un progetto che, dopo l’impatto mediatico iniziale, avrebbe progressivamente perso attenzione gestionale. "Nel 2025 - spiegano i consiglieri Davide Schirru e Marco Rizzonatto -, non sarebbero stati effettuati interventi adeguati di cura, mentre il presidio dell’area risulterebbe in parte affidato a un volontario di 70 anni".

Una situazione che, secondo i firmatari, non sarebbe compatibile con un intervento di forestazione urbana di questa scala, nato con l’obiettivo di contribuire alla riduzione delle emissioni e al miglioramento ambientale della città.

Il progetto del 2021 e le promesse ambientali

Il bosco urbano era stato avviato nel marzo 2021 nell’ambito di un accordo tra Comune di Torino, Rina e Arbolia, con la messa a dimora di specie autoctone come pioppo nero, frassino, acero e tiglio.

L’intervento era stato presentato come un tassello strategico per la creazione di corridoi ecologici e per l’assorbimento di CO₂ e polveri sottili, con un forte richiamo mediatico a livello nazionale.

La replica: “Manutenzione secondo le regole”

Dura la risposta della Divisione Verde, Parchi e Tutela Animali, che ha respinto le accuse ricostruendo il quadro tecnico della gestione dell’area. "Il sito rientra tra i parchi estensivi a gestione agricola - precisa l'assessore al Verde, Francesco Tresso -, dove la manutenzione avviene attraverso sfalci programmati secondo tecnica di fienagione. Nel 2025 gli interventi sarebbero stati effettuati il 19 giugno e il 22 settembre".

Secondo l’amministrazione, la gestione del verde segue un modello già previsto dal capitolato tecnico e non richiede interventi continui, ma ciclici, soprattutto dopo la fase iniziale di attecchimento delle piante.

Nodo volontari e accuse respinte

Sulla presenza di volontari, il Comune riconosce il contributo ma ne ridimensiona il ruolo, precisando che si tratta di un supporto concordato e non sostitutivo della manutenzione ufficiale. "Una certa percentuale di mortalità delle piantine - concludono gli uffici -, è fisiologica nei progetti di forestazione urbana e non va a compromettere il risultato complessivo dell’intervento".

In fase di programmazione un nuovo intervento manutentivo sull’area, leggermente ritardato rispetto alle previsioni per priorità operative, ma ormai imminente. Nel mese di marzo, intanto, la Città ha provveduto allo sfalcio dell’erba e alla pulizia delle ramaglie.

Philippe Versienti

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