/ Attualità

Attualità | 03 giugno 2026, 18:55

Blackout a Torino, riesplode la polemica: “Emergenza già vista, servivano interventi prima”

Quartieri al buio e disagi per migliaia di torinesi negli ultimi giorni, opposizioni all'attacco

Immagine di repertorio

Immagine di repertorio

Dopo i blackout che la scorsa settimana hanno colpito diversi quartieri di Torino (in primis Mirafiori, la collina e Madonna del Pilone/Sassi), il tema approda a Palazzo Civico con un carico massiccio di polemiche. L'ultima settimana di maggio, infatti, ha regalato un caldo oltre le aspettative che ha subìto mandato ko la rete.

Al centro delle critiche, proprio come lo scorso anno, c'è la tenuta della rete elettrica cittadina e il ruolo delle istituzioni nel monitorare una situazione che, secondo i consiglieri, non può più essere considerata un evento eccezionale.

Le interruzioni di corrente, in alcuni casi protrattesi per molte ore, hanno provocato disagi a famiglie, anziani, attività commerciali e lavoratori, riaccendendo un dibattito che già la scorsa estate aveva animato Palazzo Civico.

La risposta di Iren: task force, tecnici e investimenti

Il gruppo Iren, attaccato su più fronti, ha spiegato di aver attivato già dall'inizio di maggio una task force dedicata alla gestione delle emergenze sulla rete elettrica. Secondo i dati forniti dall'azienda, sono attualmente operativi 100 tecnici specializzati, con un incremento del 100% rispetto al 2025. Potenziato anche il numero delle ditte esterne impegnate sul territorio (+400%), aumentati i mezzi di intervento (+200%) e messi a disposizione 30 gruppi elettrogeni di grande potenza.

Iren ricorda inoltre di aver investito nell'ultimo anno oltre 100 milioni di euro a Torino, di cui circa la metà destinata al rinnovo della rete elettrica urbana, annunciando ulteriori investimenti previsti dal Piano Industriale 2025-2030.

Firrao: “Si è intervenuti solo dopo l'emergenza”

Per Pierlucio Firrao, consigliere di Torino Bellissima, la risposta del gestore non è sufficiente. “Ancora una volta si è intervenuti soltanto dopo l'emergenza - sostiene - quando invece il problema andava prevenuto. L'innalzamento delle temperature era previsto e bisognava attivarsi prima”.

Per Firrao le misure annunciate ricalcano sostanzialmente quelle già adottate nel 2025, con il rafforzamento delle squadre di pronto intervento dopo il verificarsi dei guasti. “Abbiamo avuto quartieri senza corrente anche per 18 ore. Una situazione che non può essere accettata in una grande città europea” attacca il consigliere, che punta il dito anche sul ruolo pubblico all'interno della governance societaria.

Iannò: “La rete è vecchia”

Ancora più diretto il commento del capogruppo di Libero Pensiero, Giuseppe Iannò. “Nel 2026 siamo nuovamente alle prese con l'emergenza blackout e con una rete che continua a mostrare i suoi limiti. Tubi, giunti e infrastrutture sono vecchi e necessitano di essere sostituiti”.

Per Iannò il nodo centrale resta quello degli investimenti. “Quest'anno siamo ripartiti esattamente come l'anno scorso. Il problema non è stato risolto e i torinesi hanno il diritto di sapere quanto il Comune e Iren intendano investire concretamente per evitare che questa situazione si ripeta”.

Viale: “I blackout potrebbero diventare più frequenti”

Una riflessione diversa arriva invece da Silvio Viale, capogruppo di +Europa. Secondo Viale, gli effetti dei cambiamenti climatici e delle improvvise variazioni delle temperature renderanno sempre più difficile evitare completamente episodi di questo tipo.

I blackout sono ormai un rischio con cui dovremo fare i conti sempre più spesso. Per questo è fondamentale che la popolazione venga informata tempestivamente e preparata a possibili disagi”.

Garcea: “Cittadini al buio mentre si distribuiscono dividendi”

Sulla vicenda interviene anche Domenico Garcea, vicecapogruppo di Forza Italia, che chiede chiarezza sugli investimenti effettuati negli ultimi anni. “Non siamo di fronte a un evento imprevedibile - afferma -. Già la scorsa estate avevamo assistito a episodi analoghi e avevamo chiesto verifiche sullo stato delle infrastrutture”.

Garcea punta l'attenzione sul rapporto tra utili societari e qualità del servizio. “Da una parte cittadini e imprese subiscono blackout e disagi, dall'altra si continuano a distribuire dividendi e registrare risultati economici importanti. È legittimo chiedersi se gli investimenti sulla rete siano stati realmente adeguati”.

Philippe Versienti

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A GIUGNO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium