Una treccia lunga 350 metri, stesa per unire le scuole Calvino e D'Assisi-Verdi di Torino. È questo il progetto "Legarsi", dell'Istituto Comprensivo Niccolò Tommaseo, ispirato ai valori e visione di Maria Lai.
La storia
L'artista italiana, nel 1981, realizzò nella sarda Ulassai l’opera "Legarsi alla montagna". Un lavoro nato da un’antica leggenda locale secondo la quale una bambina si salvò da una frana seguendo un nastro azzurro trasportato dal vento.
A partire da quel racconto, Lai coinvolse l’intera comunità in un gesto collettivo, invitando gli abitanti a collegare case e luoghi attraverso lunghi nastri di stoffa, trasformando il gesto in simbolo di memoria e partecipazione.
Questa mattina, nel 45° anniversario di quell’esperienza, circa 500 alunni del Comprensivo Tommaseo hanno deciso di dare via ad un flash mob dalle 9 alle 12, lungo il tratto compreso tra via Sant’Ottavio e via Giuseppe Verdi. Il progetto si è sviluppato a partire dall'inizio dell'anno attraverso laboratori, incontri e momenti di collaborazione che hanno coinvolto non soltanto gli studenti, ma anche le famiglie.
Le classi, insieme ai docenti, hanno costruito tante singole trecce poi unite in una lunga 350 metri per unire simbolicamente la Calvino e la D'Assisi-Verdi. Promotore del progetto, nell’ambito delle attività dell’Istituto guidato dalla Dirigente Scolastica Stefania Laera, il professore ed artista Massimo Ricciardo: "Al termine della mattina ciascuno dei ragazzi e ragazze si prenderà un frammento della treccia. Questa iniziativa vuole essere una risposta alla condizione di fragilità nel mondo: l'idea è di stare insieme, dare una risposta collettiva e sociale attraverso l'arte".
È inoltre prevista la realizzazione di un podcast con finalità di documentazione e narrazione dell’esperienza. L’iniziativa è realizzata con il patrocinio del Comune di Torino e con la partecipazione di Forme in Bilico APS e A.tom.i Onlus.
Il commento
"Attraverso l’arte, -commenta Carlotta Salerno, assessora comunali alle Politiche educative - le ragazze e i ragazzi hanno potuto sperimentare concretamente cosa significa costruire legami, prendersi cura degli altri e sentirsi parte di un percorso condiviso. In un tempo segnato da fragilità sociali e individuali, iniziative come questa mostrano quanto la scuola possa essere uno spazio di cittadinanza attiva, creatività e crescita collettiva”.












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