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Eventi | 01 luglio 2026, 08:23

"Missione Arcobaleno 25 anni dopo": in Croce Verde Torino il ricordo di una pagina importante della Protezione Civile

Attraverso foto e testimonianza si ripercorre il contributo dei volontari piemontesi impegnati nel 1999 in Albania

Un viaggio nella memoria collettiva del volontariato piemontese, ma anche un’occasione per riflettere sull’attualità dei valori della solidarietà e dell’accoglienza. Si è svolta il 30 giugno, presso la sede della Croce Verde Torino, la presentazione del volume “1999-2024 Missione Arcobaleno 25 anni dopo: i racconti dei volontari piemontesi al campo di accoglienza di Valona” di Dante Paolo Ferraris, promossa da ANPAS Comitato Regionale Piemonte e Croce Verde Torino.

L’incontro ha richiamato volontari, operatori di protezione civile, rappresentanti delle istituzioni - tra cui l’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi e il direttore generale di Azienda Zero Piemonte Massimo D’Angelo, e cittadini interessati a ripercorrere una delle più significative esperienze di solidarietà internazionale realizzate dal sistema delle Regioni italiane. Attraverso fotografie, testimonianze e documenti raccolti in oltre due anni di ricerca, il volume ricostruisce il contributo dei volontari piemontesi impegnati nel 1999 in Albania durante l’emergenza umanitaria causata dalla guerra nei Balcani e dall’esodo di centinaia di migliaia di profughi kosovari.

Nel corso della presentazione, l’autore Dante Paolo Ferraris ha evidenziato come la Missione Arcobaleno abbia rappresentato una vera svolta nella storia della protezione civile italiana.

«Fu una missione di primati – ha ricordato Dante Paolo Ferraris – Con la Missione Arcobaleno nacquero le colonne mobili regionali di protezione civile, le Regioni operarono per la prima volta fuori dai propri confini nazionali e, per il Piemonte, si sviluppò una collaborazione innovativa tra il sistema sanitario dell’emergenza, la protezione civile e il volontariato organizzato. Da quel momento si passò da interventi prevalentemente locali a una nuova capacità di coordinamento e organizzazione su larga scala».

L’autore, che nel 1999 ricoprì il ruolo di capo missione per la Regione Piemonte in quanto funzionario per la Provincia di Alessandria, ha inoltre sottolineato il forte impatto umano vissuto dai volontari impegnati nel campo di accoglienza di Valona.

«Per molti fu il primo confronto diretto con una popolazione in fuga dalla guerra. Ci si trovava davanti a donne, anziani e bambini che avevano perso tutto. Fu un’esperienza che segnò profondamente chi vi partecipò e che insegnò quanto fosse fondamentale l’assistenza sociosanitaria e il sostegno alle persone oltre alla gestione logistica dell’emergenza».

Particolarmente significativo il ricordo dello straordinario spirito di collaborazione che caratterizzò l’intervento, capace di riunire volontari provenienti da realtà diverse, enti locali, tecnici comunali, operatori sanitari e organizzazioni di protezione civile.

«La forza della Missione Arcobaleno fu la capacità di mettere insieme persone e competenze differenti per un obiettivo comune. In un contesto internazionale lavorarono fianco a fianco volontari che non si conoscevano, ma anche dipendenti pubblici, vigili del fuoco, operatori sanitari e tecnici. Un’esperienza allora impensabile che dimostrò come, nelle emergenze, la collaborazione sia la risorsa più importante».

Nel raccontare le motivazioni che lo hanno spinto a realizzare il volume, Dante Paolo Ferraris ha spiegato come il progetto sia nato dalla volontà di restituire visibilità a una vicenda spesso dimenticata.

«Missione Arcobaleno meritava di essere raccontata. Era una storia importante che rischiava di andare perduta. Ho scelto di farlo attraverso le voci dei protagonisti, raccogliendo ricordi, fotografie e testimonianze di chi ha vissuto quell’esperienza in prima persona, dal giovane volontario al medico, dal funzionario pubblico all’operatore di protezione civile».

Durante l’incontro è stato inoltre evidenziato come molti degli insegnamenti maturati allora mantengano ancora oggi una forte attualità. Tra questi, la necessità di preparare adeguatamente i volontari a operare in contesti culturali differenti e la consapevolezza che ogni intervento umanitario richiede ascolto, rispetto e capacità di adattamento.

Rivolgendo un messaggio alle nuove generazioni di volontari, Ferraris ha concluso: «Continuate a confrontarvi con culture diverse e a partecipare alle attività umanitarie. È attraverso queste esperienze che si cresce come persone e come comunità»

«Ricordare la Missione Arcobaleno - ha spiegato Vincenzo Sciortino, presidente di ANPAS Piemonte - significa ricordare un momento di crescita collettiva per il sistema di protezione civile e per il volontariato italiano. In quell'esperienza le Pubbliche Assistenze ANPAS del Piemonte furono protagoniste di un intervento che seppe coniugare efficienza organizzativa e vicinanza umana, operando in un contesto internazionale complesso e segnato dalla sofferenza di migliaia di persone. Oggi, grazie a questo lavoro di ricostruzione storica, possiamo valorizzare il contributo di centinaia di volontarie e volontari che hanno messo a disposizione tempo, competenze e passione al servizio della solidarietà. È una testimonianza che parla ancora al presente e che continua a indicare la strada alle nuove generazioni impegnate nel volontariato».

La serata ha rappresentato un momento di memoria e riconoscenza nei confronti delle centinaia di volontarie e volontari piemontesi che parteciparono alla missione, contribuendo a scrivere una pagina significativa della storia della solidarietà e della protezione civile italiana.

comunicato stampa

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