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Attualità | 06 luglio 2026, 13:25

In fila sotto il sole cocente per i permessi di soggiorno: si riaccende la questione via Botticelli

Una sola tenda per l'ombra e messaggi di appuntamento mai arrivati: CGIL torna a chiedere una soluzione dopo la chiusura degli uffici in corso Verona

In fila sotto il sole per i permessi di soggiorno: si riaccende la questione via Botticelli

In fila sotto il sole per i permessi di soggiorno: si riaccende la questione via Botticelli

Tornano le code sotto al sole cocente fuori dagli uffici della Questura per ritirare il permesso di soggiorno. Se a inizio 2025 era esplosa la polemica per le file interminabili fuori da corso Verona, in parte risolte con i nuovi spazi di via Fratelli Ruffini, questa volta la situazione si è ripresentata in via Botticelli.

La protesta organizzata dalla Cgil

La Camera del Lavoro di CGIL Torino si è interessata al problema, monitorando la situazione da oltre un anno e tentando di smuovere la Questura con una protesta pubblica, come avvenuto per corso Verona. Questa mattina, il sindacato si è ritrovato di fronte alla sede di via Botticelli insieme alle centinaia di persone in coda, in attesa di ritirare il proprio permesso di soggiorno.

Con le temperature elevate e il calo di personale estivo, il problema si acutizza nei mesi più caldi. Già dall'alba le persone sono costrette a mettersi in fila per poter entrare all'orario di apertura, e la situazione diventa più "bollente" quando il sole inizia ad alzarsi nel cielo e alzare la temperatura.

Soltanto un tendone di fronte all'ingresso crea una piccola zona di ombra, dove si riparano soprattutto i bambini più piccoli, mentre tutto il resto della coda è sotto al sole cocente. Chi ha l'appuntamento entra regolarmente, ma in molti non ricevono il messaggio dalla Questura e si presentano per chiedere spiegazioni o per ritirare il permesso senza appuntamento.

"Le persone in fila non hanno ricevuto il messaggio dalla Questura - ha spiegato Elena Ferro, segretaria CGIL Torino con delega al diritto dei migranti - anche dopo che scoprono controllando online che il permesso è pronto. Oppure la pratica di altri rimane con la spunta arancione per molto tempo e fare la coda agli uffici è l'unico modo che hanno per chiedere spiegazioni o fare integrazioni alla domanda, non c'è modo di comunicare con la Questura".

"Necessario decentrare"

Il suggerimento del sindacato, oltre ovviamente ad aumentare le risorse che si occupino dei permessi di soggiorno, è di decentrare maggiormente gli uffici immigrazione, per non creare l'effetto "imbuto" a Torino. "Perché se ogni comune e ogni circoscrizione può rilasciare le carte d'identità per i permessi di soggiorno non possono decentrare in tutti i commissariati della provincia?" si chiede Ferro.

La Questura risponde parlando di un numero di accessi pari a 5-600 persone al giorno, gestite anche con aperture straordinarie degli uffici. Inoltre, ricorda che a fine anno dovrebbero terminare il completo trasferimento dell’Ufficio Immigrazione presso la nuova sede al Santo Volto in via Val della Torre, consegnato alla Questura alla fine del mese di maggio. Attualmente sono in corso gli interventi necessari per adeguare i locali e le postazioni.

Le carenze di organico delle forze dell'ordine

Al presidio di questa mattina anche una delegazione del sindacato di Polizia Silp CGIL, per sottolineare nuovamente la carenza di organico che colpisce il settore delle forze dell'ordine. "Siamo qui, al fianco della Camera del Lavoro, perché riteniamo che i diritti delle persone vengano prima di ogni altra cosa - ha commentato il segretario Alessandro Laruccia - Nessuno dovrebbe essere costretto ad attendere per ore sotto il sole per esercitare un proprio diritto, noi svolgiamo un servizio pubblico e per questo chiediamo un’organizzazione più efficiente, risorse adeguate e condizioni di lavoro migliori".

Francesco Capuano

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