Torino Fast Track City è il programma con cui la Città di Torino affronta la prevenzione delle infezioni sessualmente trasmesse (IST) e la lotta contro l'HIV, portato avanti insieme all'ASL Città di Torino e a una rete di associazioni del territorio: Croce Rossa Italiana - Comitato di Torino, Anlaids Torino, Fondazione Gruppo Abele, Associazione Giobbe, Casa Arcobaleno, Arcobaleno Aids e Lila Piemonte.
Il progetto punta ad aumentare i test rapidi, gratuiti e anonimi, raggiungendo i gruppi a maggior rischio come gli uomini che fanno sesso con uomini (MSM) e i migranti, contrastando lo stigma che ancora esiste intorno ai portatori di infezioni sessualmente trasmesse.
Torino CheckPoint
Il punto di riferimento del progetto è il Torino CheckPoint di via Mazzini 44/E, uno spazio messo a disposizione dal Comune dove chiunque può presentarsi in forma anonima per un test rapido e gratuito per HIV, sifilide ed epatite B e C, senza bisogno di una richiesta medica. Durante le aperture è sempre presente un medico dell'ASL. Accanto a questo servizio ci sono interventi diffusi sul territorio, punti di test in occasione di eventi pubblici e sportelli informativi periodici su HIV e infezioni sessualmente trasmissibili.
Dati alla mano
Nel corso della commissione consiliare sanità sono stati presentati i risultati raggiunti. Nel 2025, i test HIV effettuati all'interno del programma Fast Track sono stati complessivamente 1500, ai quali se ne sommano oltre 1000 per la sifilide e quasi 900 tra epatite B e C. La media annuale dei test per l'HIV nei primi tre anni di progetto è stata di 1256 l'anno, e l'obiettivo dichiarato è di mantenere il numero superiore a 1300 l'anno.
I primi sei mesi del 2026 i test effettuati sono stati 800 per l'HIV, 500 per la sifilide e 600 tra epatite B e C. Nel 2025 la maggior parte dei test sono stati effettuati nel check point di via Mazzini, oltre al progetto Testing the city, all'interno della Casa Arcobaleno e circa 140 durante il Torino Pride. Una piccola quota è stata raggiunta con campagne spot con l'Università.
Nel 2026, invece, si sono aggiunti i 170 test effettuati durante la Just The Woman I Am, oltre alle novità di Casa Mondo, Sermig, Villa Pellizzari, L'Isola di Ariel, Camminare Insieme. Sono in aumento gli under 26: nel 2025 erano circa uno su quattro dei test effettuati. In leggero aumento anche la quota maschile testata, che rappresenta poco più della metà del totale dei test effettuati.
Dai test sono risultati, nel 2025, 10 positivi a epatite C, 9 a Epatite B, 2 alla Sifilide e 2 all'HIV. Nei primi sei mesi del 2026, in aumento i casi positivi di Epatite C (12), con 3 positivi a Epatite B e 4 a Sifilide. Nessun caso di HIV.
Il dato positivo è che il 100% di chi ha ricevuto esito positivo è stato preso in carico dal servizio sanitario pubblico. "Il progetto è indubbiamente efficace e lodevole - ha commentato il capogruppo PD Claudio Cerrato - ma voglio sottolineare che il 100% dei contattati positivi siano presi in carico dal sistema sanitario nazionale, una sanità pubblica che troppo spesso ci dimentichiamo quanto sia efficace".
Il 50% dei test sono stati effettuati su migranti, poco meno del restante 50% su MSM, il rimanente è composto da sex worker. Tra i MSM, più di un quarto ha dichiarato di aver fatto un test per HIV nei 12 mesi prima, mentre tra i migranti quasi nessuno.
"I dati presentati oggi - ha commentato l'assessore ai servizi sociali Jacopo Rosatelli - confermano l'efficacia di un progetto che la Città di Torino sostiene come strumento fondamentale e punto di riferimento per la prevenzione e la promozione della salute. I quasi 3mila test effettuati nel triennio testimoniano una crescente capacità di raggiungere le persone e di favorire un accesso consapevole ai servizi. Un dato altrettanto significativo è rappresentato dal numero di utenti che tornano periodicamente a sottoporsi al test: un segnale concreto di fiducia nei confronti del servizio e della sua capacità di garantire continuità, prossimità e accoglienza. Particolarmente importante è inoltre il fatto che il 100% dei casi risultati reattivi sia stato successivamente accompagnato verso i servizi specialistici, a conferma dell'efficacia della rete costruita tra Città di Torino, ASL e realtà del Terzo settore".
Il sostegno della Città
Per sostenere le attività, la Città di Torino mette gratuitamente a disposizione l'immobile di via Mazzini e destina un contributo economico di 5mila euro, mentre l'ASL garantisce la fornitura dei test e il supporto sanitario. Alle associazioni della rete spetta invece il lavoro di prossimità, informazione e sensibilizzazione sul territorio.
"Il lavoro che la città fa in termini di sensibilizzazione e prevenzione sul tema è stato particolarmente apprezzato dai consiglieri, che sono intervenuti numerosi - ha commentato il presidente della commissione sanità Vincenzo Camarda -Sarà necessario continuare a fare un lavoro altrettanto importante in tutti gli spazi di aggregazione giovanile, in particolare a partire dalle scuole".
Il progetto si inserisce in un percorso più ampio: Torino aderisce dal 2020 alla rete internazionale delle Fast Track Cities, nata nel 2014 per coinvolgere città di tutto il mondo nell'obiettivo di porre fine all'AIDS entro il 2030. L'obiettivo condiviso dalle città aderenti è riassunto nella formula "95-95-95": il 95% delle persone con HIV deve conoscere il proprio status, il 95% di queste deve essere in terapia antiretrovirale e il 95% di chi è in terapia deve raggiungere la soppressione virale.














