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Cronaca | 19 luglio 2026, 09:39

Tensioni al cantiere di Chiomonte, incidenti tra No Tav e forze dell'ordine

La Polizia ha risposto con gli idranti al tentativo di tagliare le recinzioni da parte dei manifestanti. Ricca (Lega): "Incredibili scene di violenza"

Un momento delle tensioni di ieri sera al cantiere Tav

Un momento delle tensioni di ieri sera al cantiere Tav

Momenti di tensione in Valle di Susa, nella seconda giornata del "weekend di lotta", come è stato definito dai No Tav. Dopo un’apericena al presidio di Traduerivi, i manifestanti si sono diretti verso il cantiere della Torino-Lione a Chiomonte. "A protezione della grande opera inutile abbiamo trovato — come sempre — un ingente presidio di Polizia", hanno dichiarato, postando immagini di idranti e lacrimogeni usati dalle forze dell'ordine.

Tensioni tra manifestanti e Polizia

"La lotta partigiana ce lo ha insegnato, tagliare le reti non è reato", hanno gridato a più riprese i No Tav. "La battitura e la rimozione della concertina continua e non saranno certo due gocce d’acqua a fermarci".

Quanto è avvenuto ieri sera è stato fortemente stigmatizzato da Fabrizio Ricca, capogruppo della Lega in Piemonte: "Incredibili le scene di violenza di questo fine settimana in Val Susa propagandate dai No Tav con tanto di diffusione di video sui canali social. Gli attivisti dicono di opporsi alla ‘devastazione della piana’ ma nel frattempo gli unici che devastano sono loro, usando parole come ‘lotta’ e ‘fortino’ per descrivere l’assalto al cantiere nel tentativo di tagliare la rete a protezione dell’opera".

Ricca (Lega): "No Tav delinquenti"

"Auspico la condanna unanime da parte della sinistra perché volere un Paese fermo è una scelta legittima, benché opinabile, ma restare in silenzio di fronte a fatti di una simile gravità sarebbe inaccettabile - ha concluso Ricca, esprimendo la sua solidarietà alle Forze dell’Ordine "che lavorano ogni giorno a presidio dell’alta velocità trovandosi sistematicamente vittime di questa inutile guerriglia. La Tav si farà, nel frattempo nessuno sconto a questi delinquenti”.

Se centinaia di No Tav arrivano in Val Susa, è evidente che è necessario pensare ad una maggiore responsabilizzazione di chi organizza, affinché i professionisti della violenza siano individuati e fermati. È necessario, quindi, che tutti collaborino affinché chi vuol ballare con le bombe carta sia escluso a monte all’accesso di ogni iniziativa, senza alcuna complicità. Con Giorgia Meloni, lo Stato ha già dato una risposta ferma in norme che non lasciano più spazio a fughe. Ora, sul piano operativo, deve giungere l’immediata conseguenza, perché non ammetteremo mai il sabotaggio di un’opera che riteniamo fondamentale”: così in una nota il Vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati, Augusta Montaruli.

redazione

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