Un piccolo dispositivo GPS nascosto all'interno del manubrio è bastato a mandare in fumo un piano criminale e a far recuperare un vero e proprio tesoro a due ruote. A far scattare le verifiche è stato un torinese che, a pochi giorni dal furto della sua bicicletta da corsa subito il 30 luglio sotto la Mole, ha notato che la mappa sul suo telefono continuava a inviare un segnale ben preciso: l'area portuale di Genova.
La segnalazione del proprietario ha indirizzato i controlli direttamente verso un furgone parcheggiato tra i mezzi in attesa di imbarco. Le verifiche sulle carte di viaggio hanno confirmed il sospetto: il camion era già prenotato per salire sul traghetto della mattina successiva diretto a Tangeri, in Marocco.
Una volta aperto il cassone, la sorpresa si è rivelata molto più grande del previsto. Oltre alla bicicletta sparita a Torino, all'interno del mezzo erano stipate altre 17 bici da corsa di altissima gamma dei marchi più prestigiosi, insieme a un'enorme quantità di pezzi di ricambio specialistici e costosissimi, tra cui ruote in carbonio e forcelle da competizione. Un carico dal valore complessivo stimato in diverse centinaia di migliaia di euro.
Dai primi controlli è emerso che almeno un'altra delle bici ritrovate, un modello dal valore di oltre 13 mila euro, era stata rubata di recente. Nei controlli scattati nelle ore successive sono già stati rintracciati altri tre proprietari che avevano presentato denuncia e a cui verranno restituiti i mezzi.
Per il proprietario del camion, un cittadino marocchino, è scattato il fermo con l'accusa di ricettazione prima che potesse imbarcarsi e far perdere le proprie tracce all'estero; l'uomo è stato trasferito nel carcere di Marassi. Gli accertamenti sui telai proseguono per risalire a tutti gli altri proprietari e capire se dietro questo trasporto ci sia una rete organizzata specializzata nei furti e nel traffico continentale di biciclette da corsa.














