“Ritorno a Buenos Aires” di Marco Bechis, presentato in concorso a Venezia ’83, ha fatto la sua anteprima anche a Torino.
Il regista e il cast si sono raccontati in sala in una proiezione speciale e ai giornalisti.
Marco Bechis è tornato dietro la telecamera per raccontare il dramma dei desaparecidos. Dopo Garage Olimpo e Hijos, porta una pellicola cruda e potente che si concentra su chi è sopravvissuto, chi ha testimoniato le efferatezze della dittatura e sulle conseguenze di quella violenza nel tempo presente.
Il film, che ha portato a casa il Premio Pasinetti, torna indietro nel tempo, ma parla di attualità.
“Non c’entra tanto con quello che è successo - spiega il regista -. Di questo me ne sono accorto durante le riprese. È legato all’attualità, la figura del sopravvissuto che diventa testimone è quello che vediamo oggi accadere a Gaza, ma anche in Ucraina”.
La violenza delle scene più che vedersi, la si percepisce. “Voglio sempre che lo spettatore se la immagini, perché il non vederla, crea un’immagine interiore diversa.”
Nel ruolo del protagonista, Adriano Giannini. “Lavorare su questo set è stato molto bello. Si sentiva l’esperienza di tutta la troupe, ci siamo trovati molto bene. Per quanto riguarda il mio personaggio, quando recito cerco sempre di capire quanto offrire a chi guarda un’emozione. Quanto la devo offrire compiuta quella scena, quanto devo concedere un limite a questa emozione creando uno spazio da riempire. Nessuno ovviamente sa qual è”.
Le musiche del torinese Guglielmo Piana
Torinesi sono anche le musiche firmate da Guglielmo Piana che partecipa per la prima volta a un lungometraggio. “Marco voleva una musica che non fosse una musica. Abbiamo avuto un mese e mezzo per lavorarci. Volevamo fare sì che nella pellicola comparissero brani che riconducessero a dei sentimenti che possiamo riconoscere. Molti suoni sono ricavati da chitarre e cercavamo di riprodurre qualcosa che mandasse al tema dell’elettricità. Ricavando la musica del finale abbiamo scoperto la musica dell’inizio”.
Le riprese
Le riprese si sono svolte in Brasile e a Torino tra gennaio e il febbraio del 2026. tra le location, l'aula bunker del carcere delle Vallette e alcuni esterni del quartiere San Salvario. Prodotto da Fandango, 39Films, Karta Film, 34 Filmes con Rai Cinema ed è stato realizzato con il contributo del PR FESR Piemonte 2021-2027 - bando “Piemonte Film TV Fund” e con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte.
“Volevamo girare a Torino, per il tribunale abbiamo scelto l’aula bunker, l’idea era di avere questo spazio vuoto, questo spazio siderale, dando l’idea della solitudine del testimone” conferma il regista.











![Primo Piano: Il caos di piazza Baldissera: "Servono più operai" [VIDEO] Primo Piano: Il caos di piazza Baldissera: "Servono più operai" [VIDEO]](https://www.torinoggi.it/typo3temp/pics/p_26845107db.jpg)


