Materiali deteriorati, pezzi di pietra dispersi sull'asfalto e il rischio costante per le due ruote e gli automobilisti. Dopo la Circoscrizione 3 la questione della manutenzione e della qualità dei separatori delle piste ciclabili finisce arriva anche in Sala Rossa. A sollevare il caso il consigliere comunale di Torino Bellissima Pierlucio Firrao, puntando il dito contro i cordoli in gomma riempiti di cubetti di pietra, definiti troppo fragili di fronte alle sollecitazioni del traffico e alle soste irregolari. Un problema che la Città pensa di risolvere con una spesa extra e un doppio cordolo di protezione.
Firrao: "Basta cordoli che si sfaldano"
Il tema era già emerso con forza nei mesi scorsi, toccando diversi quadranti cittadini - da via Nizza a via Lancia, passando per le scuole e i tratti più sensibili - e torna d'attualità grazie alle foto scattate in via Romolo Gessi (a Santa Rita). Al centro delle critiche ci sono i manufatti in gomma riciclata installati negli ultimi anni per delimitare le corsie ciclabili.
Il problema principale risiede nella loro tenuta strutturale: il frequente sormonto da parte dei veicoli - spesso dovuto a soste non autorizzate o manovre scorrette - provoca la rottura rapida dei cordoli, con la conseguente fuoriuscita dei cubetti di pietra all'interno della pista e sulla carreggiata. Un pericolo concreto per ciclisti, motociclisti e automobili che transitano a ridosso delle corsie protette, a fronte di elementi installati da meno di due anni che necessiterebbero già di interventi radicali.
Arrivano le banchine in doppio cordolo
Un problema noto anche all'assessore alla Cura della città, Francesco Tresso. Quei cordoli prefabbricati in gomma che avevano garantito in una prima fase rapidità di esecuzione e facilità di posa, con l'impatto con il traffico pesante e gli urti ripetuti sono andati ko
Per via Gessi, la soluzione è già stata tracciata: d'intesa con la Circoscrizione 2, l'impresa di manutenzione realizzerà una banchina protetta da un doppio cordolo e riempimento più solido, un'opera strutturale che richiederà scavi e ripristini bituminosi ma garantirà maggiore stabilità. Sul piano economico, la Città ha ricordato come la posa dei cordoli oscilli tra i 90 e i 150 euro al metro lineare, mentre non esista al momento un capitolo di spesa specifico e dedicato esclusivamente a questa tipologia di manutenzione, gestita di volta in volta dal Decentramento secondo le urgenze.
"Gran parte dei danni - ha concluso Tresso -, è causata dal mancato rispetto delle regole da parte degli automobilisti che invadono le corsie. Se le prime fasi della mobilità ciclabile hanno visto la sperimentazione di materiali leggeri, le nuove progettazioni - inclusi i recenti test con cordoli in cemento - puntano a una maggiore durabilità, sebbene interventi più invasivi comportino inevitabilmente costi e tempi di cantiere superiori".














