“Torino sta diventando una delle capitali industriali del Paese". Così il ministro per il Made in Italy, Adolfo Urso, ha incoronato la città della Mole durante il suo pomeriggio speso tra l'assemblea annuale dell'Unione Industriali e la sede della Fondazione Ai4i. "Sia per l’intelligenza artificiale, sia per la capacità di sviluppare la robotica avanzata, sia per la presenza di una delle Space factory e per le attività legate alla Difesa nazionale. Senza dimenticare la presenza di Data center e le tecnologie per la guida intelligente, ovvero l’automotive del futuro”.

Pammolli: "Così si crea la sovranità tecnologica"
A fare gli onori di casa, nella casa di AI4I alle Ogr, il presidente Fabio Pammolli: "Abbiamo attirato nuovi talenti che sono tornati a Torino, ma soprattutto stiamo creando un ecosistema. Stiamo facendo del nostro istituto un luogo di accreditamento a livello nazionale e, con la nostra piattaforma di intelligenza artificiale, permettiamo alle imprese di testare in ambiente sicuro le loro tecnologie. La sovranità tecnologica si costruisce con la carne e la presenza di esperti e aziende del territorio".
Tra le proposte presentate al ministro, il progetto Suk, che cerca di orientare le pmi nella selezione delle tecnologie più adatte alle loro esigenze, con tempi compatibili alle loro necessità. "Spesso c'è un'asimmetria informativa tra la domanda, anche in termini di impatto e ritorni di investimento e offerta, spesso frammentata e opaca", dicono da AI4I.
Urso: "Nuovi strumenti per chi investe in AI"
Dal formaggio all'automazione avanzata, la presentazione ha colpito il ministro. "Occorre fare un ulteriore passo avanti: già dalla prossima legge di Bilancio penseremo a uno strumento come il credito di imposta per chi investe nel software attraverso il cloud e per l'innovazione in questo ambito. Un altro strumento potrebbe essere un voucher alle pmi per utilizzare questi servizi, così da realizzare su proprie necessità un sistema di AI che risponda al contesto specifico". E ha rilanciato l'appuntamento: "Ci rivedremo tra un anno, per fare il punto del cammino". "Torino - ha aggiunto - può essere uno dei poli di sviluppo per l'ìntelligenza artificiale e ha tutti gli strumenti per accompagnare le applicazioni dell’AI, dalla robotica ai droni e molto altro ancora".
Sul fronte del dibattito a proposito dei data center, il ministro sottolinea come "Tutti i progetti che abbiamo portato in Consiglio di ministri prevedono un controllo da parte nostra per monitorarne gli impatti e verificare che possano portare benefici al territorio in cui vengono realizzati. Come Paese siamo produttori leader in alcuni segmenti e comparti che oggi sono utilizzati addirittura nei data center degli Stati Uniti. Questo ci permetterà di conservare anche la nostra sovranità tecnologica in materia".
Mirafiori? Il problema non è lì, ma a Bruxelles"
Tra Iveco e Stellantis, in questi giorni Torino è stata spesso tra i dossier sul tavolo del ministro, a Roma. “Su Mirafiori il tavolo è permanente, ma intanto la produzione è migliorata su scala nazionale, in controtendenza con l’Europa. Sempre in Italia si è ridotta la cassa integrazione del 30% (anche se a Torino è ripartita proprio oggi, ndr). È in atto un processo di politica industriale legato agli accordi sottoscritti con Stellantis con progetti legati a modelli ibridi che sono la soluzione nell’immediato. Lavoreremo insieme per rilanciare la produzione a Mirafiori monitorando gli impegni di Stellantis, anche per quanto riguarda i 7 miliardi all’anno promessi per la componentistica, sui nuovi modelli e sugli investimenti per l’innovazione. Il problema dell’auto non sta a Mirafiori, né in Italia. Ma sta a Bruxelles”.
E sulle ipotesi di un secondo modello nella fabbrica torinese, ma solo in presenza di alcune condizioni, Urso ribadisce: “Siamo disponibili a supportare eventuali investimenti, alla luce di quel che chiedeva l’ad di Stellantis Filosa. Chiediamo all’Europa, tutti insieme, un cambiamento per rendere sostenibili le imprese europee e l’industria delle auto”.
















