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Economia e lavoro | 20 ottobre 2026, 14:17

UniTo e Confindustria Piemonte alleate contro il mismatch: "Tocca a noi offrire un futuro ai nostri giovani"

Ricerca, intelligenza artificiale e ricambio generazionale per attrarre innovazione, forze fresche ed evitare la fuga dei cervelli

Ridurre il mismatch, evitare la fuga di cervelli, rendere più appetibili le piccole e medie aziende piemontesi per gli studenti universitari.

Queste le principali finalità dell’accordo siglato tra UniTo e Confindustria per avvicinare il mondo accademico a quello delle imprese. Specialmente le PMI, sempre più bisognose di innovazione, ma con una difficoltà reale tra domanda e offerta. Spesso chi studia negli atenei non conosce le realtà produttive del territorio, si preferisce andare all'estero, così i talenti non rimangono, si fa difficoltà a crescere. Non solo: in molte aziende familiari si stima che nei prossimi dieci anni aumenterà il tasso di aziende in difficoltà col ricambio generazionale delle leadership.

I firmatari dell'intesa

Per provare a ridurre questo disallineamento è stato siglato il nuovo accordo quadro firmato dalla Rettrice di UniTo Cristina Prandi, dal Presidente di Confindustria Piemonte Andrea Amalberto, dal vicerettore all’Innovazione Marco Pironti, dalla delegata per la didattica innovativa Daniela Robasto e dal presidente di Piccola Industria Filippo Sertorio: un'alleanza pensata per connettere la ricerca dell'ateneo con le sfide tecnologiche, ambientali e produttive del territorio.

Dagli industriali l'impegno per trattenere i talenti

"Il problema del ricambio generazionale e dei giovani che vanno all'estero non è colpa dei ragazzi che decidono di partire, ma è una nostra responsabilità - conferma il presidente degli industriali piemontesi Andrea Amalberto - Siamo noi che dobbiamo dimostrare che in questo paese si vive bene, si può lavorare e costruire un futuro. Ai giovani diciamo di scegliere un lavoro che duri tutta la vita e che soprattutto li soddisfi e risponda alle loro reali attitudini”.

"Se un ragazzo ha l'attitudine giusta - aggiunge - dobbiamo aiutarlo e incentivarlo con borse di studio, accompagnandolo verso un percorso ITS o universitario, sia triennale che magistrale. Da parte nostra, possiamo offrire concretamente posti di lavoro ai giovani che studiano sul territorio e mettere a disposizione risorse per la ricerca e l’università ”.

I numeri dell'alleanza 

Anche perché il “pacchetto” di PMI rappresenta una fetta importante del tessuto economico piemontese. In particolare Confindustria Piemonte rappresenta oltre 5.500 aziende di differenti dimensioni che occupano più di 250.000 addetti. E l’Università di Torino con i suoi 27 Dipartimenti di cui 8 riconosciuti di eccellenza dal Ministero dell’Università e della Ricerca, 880 progetti presentati su bandi competitivi e circa 75 brevetti depositati solo negli ultimi tre anni, può contribuire con ricerca, sviluppo e innovazione a portare il saper fare all’interno delle realtà economiche regionali.

Settori strategici e azioni operative

In quali ambiti? Intelligenza artificiale, robotica, salute, transizione ecologica e turismo. Ma anche investimenti su formazione e attrazione di capitali.

Sul piano operativo, l'intesa prevede progetti di ricerca condivisi, l'accesso ai laboratori universitari e la partecipazione congiunta a bandi europei e internazionali. Fondamentale anche la sinergia sul fronte didattico: Confindustria Piemonte e gli atenei collaboreranno per offrire stage, tirocini, borse di studio e percorsi di dottorato, creando un ponte diretto tra mondo accademico e imprese per favorire il ricambio generazionale.

Prandi: "Così alziamo l'asticella della domanda"

"L'ateneo fornisce innovazione, ricerca e sapere, mettendo in contatto diretto il mondo privato e aziendale con i nostri studenti e ricercatori, e questo rappresenta un valore aggiunto inestimabile - ha commentato la Rettrice dell’Università di Torino Cristina Prandi - Il nostro obiettivo è duplice: da un lato alzare l'asticella della domanda, dall'altro raccogliere i reali bisogni del mercato per contribuire a risolvere uno dei problemi fondamentali del nostro paese, ovvero il divario e il disallineamento delle competenze che purtroppo continua a divaricarsi".

In questa direzione, una risposta concreta arrives anche dal rilascio di microcredenziali (o microtitoli), attività progettate per avere un forte appeal e una reale spendibilità all'interno delle aziende del futuro.

Un caso concreto: il Chilometro Blu

Tra i progetti già in essere e che vanno in questa direzione di unione strategica dell’ateneo torinese e il mondo industriale c’è il Chilometro Blu di Collegno, il biopolo di Torino per l’energia circolare. Da un lato UniTo fornisce know-how con ricercatori che svilupperanno e brevetteranno tecnologie legate alla bioeconomia e al riciclo avanzato. Dall’altra Confindustria svolgerà il ruolo di catalizzatore per il sistema produttivo locale, facendo da ponte tra la ricerca e il mercato.

Daniele Caponnetto

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