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Politica | 23 aprile 2018, 10:24

Trasporti e mobilità nelle valli alpine, Uncem punta sulla riorganizzazione dei servizi

"Servono car sharing, car pooling e riattivazione delle ferrovie"

Trasporti e mobilità nelle valli alpine, Uncem punta sulla riorganizzazione dei servizi

Riattivazione delle ferrovie considerate fino a ieri "rami secchi", servizi di trasporto a chiamata a metà tra car pooling e car sharing, colonnine per la ricarica di veicoli elettrici, "ritorni" stabili ai territori a seguito dei rinnovi delle concessioni autostradali.

Sono questi alcuni punti fermi del programma (testo allegato) presentato dall'Uncem all'Assessorato e alla Direzione regionale Trasporti - oltre che alla Commissione competente del Consiglio regionale - dedicato alla mobilità e alle reti che attraversano le valli alpine e appenniniche, collegando aree interne e aree urbane.

Efficacia e sostenibilità dei trasporti sono i principali obiettivi dell'Uncem, che ha già sottoposto il piano all'Assessore regionale Francesco Balocco. Spunti e opportunità per trasformare il sistema - legato alla "tradizione" e storicamente basato su mezzi per pendolari studenti e lavoratori - aggiornandolo alle necessità di turisti ad esempio, piuttosto che configurando i servizi per gli utenti che hanno bisogno di essere collegati dalle valli con le città in orari diversi da quelli classici, con nuovi mezzi e reti. Anche per questo Uncem punta molto sul trasporto "a chiamata", con modelli di intervento che già stanno nascendo in tante valli piemontesi.

E con mezzi a metano o elettrici, grazie a colonnine che devono essere installate anche nei piccoli Comuni. Il documento Uncem evidenzia questi temi collegandoli a quanto già scritto nel Piano regionale dei trasporti, chiedendo che le Unioni montane di Comuni possano partecipare ai "tavoli di bacino" previsti dall'Agenzia regionale per la mobilità. Queste le sedi ove verranno a breve discusse le modalità delle gare per la gomma e il ferro, definendo strategie e risorse. Finanziamenti che permettono oggi di riattivare reti ferroviarie importantissime per il Piemonte, fino a ieri considerate "rami secchi" come la Ceva-Ormea, la Pinerolo-Torre Pellice, la Novara-Varallo, la Saluzzo-Savigliano.

Indispensabile per Uncem agire secondo le modalità di concertazione e pianificazione previste dalla Strategia nazionale Aree interne: l'organizzazione dei trasporti si intreccia con la riorganizzazione di sanità e scuole. E viceversa. Così è anche per la ridefinizione del sistema di mobilità transfrontaliero, con il potenziamento dei grandi assi a sud e a nord del Piemonte. L’arco alpino del sud ovest non è un angolo residuale di Piemonte: è la cerniera fra la nostra regione, il Ponente ligure e l’area francese della Paca. Questo vale anche per il nord del Piemonte. Occorre una vera e propria operazione culturale, per indirizzare gli investimenti al manutenzione, innovazione e valorizzazione del capitale pubblico nell’ambito stradale e ferroviario.

Nel documento, Uncem riprende anche il tema della scadenza delle concessioni autostradali. La Delegazione piemontese – in vista delle “compensazioni stabili” da inserire nelle gare - propone da diversi anni l’avvio di un fondo ordinario per la manutenzione delle strade primarie e secondarie e di un'altra parte ad alimentare il fondo nazionale montagna. Un impegno della politica, non più rinviabile. Il dibattito è aperto e le aree montante faranno la loro parte. Anche per poter disporre di maggiori risorse per puntare su un sistema più smart e più green. Sensori lungo le strade di montagna, per garantire sicurezza e monitoraggio del traffico, uso dei droni per raggiungere le borgate alpine, auto senza conducente sono alcune delle opportunità che non possono non toccare le valli, le aree interne, restando invece prerogativa delle città e dei conglomerati urbani.

Sperimentarle anche nelle zone montane accorcerà distanze e ridurrà le attuali sperequazionii.

c.s.

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