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Economia e lavoro | 17 luglio 2018, 11:27

I commercianti bussano a Palazzo Civico: "I torinesi vogliono le Olimpiadi 2026" (VIDEO)

Coppa (presidente Ascom): "La fiducia cresce, ma poco. Servono più politiche per cultura e turismo". Alberto Sacco, assessore al Commercio: "È interessante che sia passato il concetto degli eventi come motore per il territorio. Abbiamo organizzato tanti appuntamenti e altri ancora ce ne saranno"

I commercianti bussano a Palazzo Civico: "I torinesi vogliono le Olimpiadi 2026" (VIDEO)

I torinesi vogliono le Olimpiadi del 2026. Garantisce Ascom Torino e provincia, che accanto ai dati del secondo trimestre ha anche presentato un'indagine condotta tra i cittadini, chiedendo loro cosa ne pensassero dell'ipotesi a cinque cerchi. 

Ne è uscito quasi un plebiscito, con l'82% dei residenti che vorrebbe ripetere l'esperienza del 2006. Una percentuale che balza ai limiti del totale (93%) per le generazioni più giovani, sotto i 30 anni, che dunque i Giochi li hanno vissuti di striscio o proprio non li hanno vissuti.

Per quanto riguarda i numeri del settore, invece, dopo un primo trimestre in retroguardia, il clima di fiducia presso i commercianti torinesi vede tornare il segno "più". Ma senza entusiasmi particolari.

"Avremmo sperato in qualcosa di meglio rispetto a un +0,18% e anche il prossimo trimestre annuncia variazioni impalpabili - spiega Maria Luisa Coppa, presidente Ascom Torino e provincia -. Sono numeri che, tra aperture e chiusure complessive, vedono circa 387 aziende in più grazie al terziario. E anche nel credito e nei pagamenti la fiducia è riscontrabile, ma di solito il secondo semestre ci aveva abituato a maggiore ottimismo, con l'avvicinarsi dell'estate".

Le aziende del commercio chiedono azioni più incisive alla giunta Appendino: "Chiedono manutenzione di strade e monumenti, ma anche maggiori eventi culturali, così come fiere e mercati". "Questa città in questi anni ha respirato l'aria della cultura - prosegue Coppa - e non lo ha dimenticato. Solo così si può innescare il meccanismo legato al turismo e a maggiori ricavi".

Il commento di Alberto Sacco, assessore comunale al Commercio, è piuttosto concorde: "È interessante che nell'accezione comune sia passato il concetto degli eventi, anche enogastronomici, come motore per il territorio. E noi ne abbiamo messi moltissimi in calendario. Ed è interessante che arrivino dopo la manutenzione di strade e monumenti. La grande mostra, d'arte, arriva solo dopo".

"Sulla fiducia che non cresce in maniera evidente è comprensibile, dopo i tentennamenti legati al Governo e così via".

Sui recenti fatti, olimpici e non, Sacco rivendica i suoi risultati: "Abbiamo fatto tanti eventi e altri ancora ce ne saranno. Da Leonardo in avanti, non solo con l'autoritratto. I dati di Camera di Commercio dicono che le cose stanno andando nella direzione giusta. Poi si può sempre fare meglio. Anche San Giovanni, che quest'anno è stato una prova, se venduto meglio può attirare ancora più turisti". E sul sondaggio a cinque cerchi: "Prendo atto dei risultati e sarà mia cura diffonderlo a chi di dovere. Ma le Olimpiadi sono una questione complessa. In questo momento qualunque commento ulteriore vorrei evitarlo".

Un altro tema caldo è quello dei locali che chiudono: "Evidenziamo quello che c'è: locali ce ne sono e alcune zone sono molto ricche. Dal White Moon al quadrilatero, fino a San Salvario e la zona della Dora vicino all'Università. E ancora il Patio e altri locali che stanno lavorando bene. Il problema dei parchi del Valentino non è volontà della città, ma si sono riscontrati problemi che vanno risolti prima di riaprirli. Lo stesso Kappa Future festival è stato un successo".

Massimiliano Sciullo

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