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Attualità | giovedì 13 dicembre 2018, 13:36

L'ex Caserma Amione scopre il suo futuro e si affida a Iotti + Paravani di Reggio Emilia. Montanari: "Torino cambia facendo circolare le idee"

Annunciato il progetto vincitore per il recupero dell'area che ospiterà il quartier generale della Pubblica amministrazione entro il 2025

L'ex Caserma Amione scopre il suo futuro e si affida a Iotti + Paravani di Reggio Emilia. Montanari: "Torino cambia facendo circolare le idee"

La data è quella del 2025, almeno sulla carta. Entro quell'anno Torino dovrebbe recuperare un pezzo importante del suo passato, per rilanciare il proprio futuro. Si tratta della ex caserma Anione, in piazza Rivoli, edificio di 42.250 metri quadrati realizzato nel 1913 in pieno stile Art Nouveau e destinato a diventare la "Cittadella della pubblica amministrazione", accogliendo circa 2000 persone e comportando un risparmio per le casse pubbliche (tra affitti e altro) di circa 8 milioni.

Ma per dare corpo a quello che per ora è solo un obiettivo serviva un progetto, il contributo di professionisti che traducesse il "cosa" in "come". Potendo fare conto - anche qui secondo quanto annunciato nei mesi scorsi, a giugno, alla presentazione del concorso di idee - in 60 milioni di euro messi sul piatto dal Demanio.

"Una superficie vasta - spiega Luca Terzaghi, direttore regionale dell'Agenzia del Demanio - di cui buona parte di valore storico. Quasi 42mila metri quadri di superficie in grado di ospitare fino a 19 amministrazioni diverse". "Si sono proposti 25 progetti per il coinvolgimento di 74 operatori. E ora il vincitore dovrà passare allo studio di fattibilità. Intanto si parte con il primo lotto di interventi che riguardano la parte storica, mentre la caserma al momento è ancora nella disponibilità della Difesa. Ecco perché parte delle persone presenti saranno spostate alla caserma Da Bormida".

"È stato fatto un lavoro di squadra straordinario - commenta Guido Montanari, vicesindaco di Torino - e fin da subito abbiamo detto che volevamo aprire la progettazione urbana al dibattito, facendo circolare le idee come in passato non succedeva. Col Demanio, poi, questa è solo una parte del lavoro da fare insieme alle altre caserme da recuperare, all'asse di via Bologna o la Manifattura Tabacchi. Alcuni lavori sono anche già in fase avanzata e Torino sta davvero cambiando. Senza dimenticare alcune aree delle Ferrovie dello Stato, su cui avviseremo studi per quasi un milione di metri quadri dove vorremmo avviare nuove azioni concorsuali a caccia di idee per la trasformazione urbana".

La vittoria è andata così allo studio Iotti + Pavarani Architetti di Reggio Emilia. Sul totale delle candidature, l'89% dei candidati proviene dal Nord Italia e il 48% da Torino. Tra i 5 finalisti è risultato vincitore il progetto del raggruppamento composto da Paolo Iotti Marco Pavarani Architetti Associati, F&M Ingegneria S.P.A. e F&M Divisione Impianti S.R.L. che si è aggiudicato il primo premio di 101.640 euro, mentre ai restanti 4 finalisti sarà corrisposto un premio di 10.890 euro.

Lo studio vincitore ha ricevuto in carriera più di 20 premi in concorsi di architettura e urban design e numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali per la realizzazione di architetture innovative e sorprendenti, ma al contempo perfettamente inserite nel loro contesto.

Il progetto vincitore, i progetti finalisti e quelli degli altri 20 candidati sono esposti in una mostra allestita al Castello del Valentino grazie alla quale sarà possibile vedere tutte le soluzioni suggerite per riqualificare l'ex Caserma Amione.

"La direzione intrapresa è quella giusta e sono contento di sapere che lo stesso metodo sarà utilizzato anche per altre aree della città - ha aggiunto Massimo Giuntoli, presidente dell'ordine degli Architetti di Torino - e avere un committente che crede in questi strumenti non è facile".

Massimiliano Sciullo

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