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Economia e lavoro | 15 febbraio 2019, 07:15

Fare business e fare del bene: Torino si propone come città "a impatto sociale"

Camera di Commercio e Compagnia di San Paolo spenderanno 600mila euro in 3 anni per sostenere le attività imprenditoriali a impatto sociale, sotto le insegne di Torino Social Impact. E il sogno è diventare punto di riferimento a livello internazionale. Calderini: "Abbiamo tutte le carte in regola e nessuno è come noi"

Fare business e fare del bene: Torino si propone come città "a impatto sociale"

"Quanta gente, nemmeno parlassimo di Olimpiadi". In quel momento, stando allo scherzo, alle parole col sorriso sulle labbra del presidente della Camera di commercio di Torino Vincenzo Ilotte, l'assessora comunale all'innovazione, Paola Pisano, finge di alzarsi e andarsene.

In realtà restano tutti. Perché sul tavolo oggi c'è un concetto strategico e fondamentale come l'impatto sociale dell'economia. Fare impresa, insomma. Ma anche fare del bene: "Un paradigma che vede la volontà di avere un effetto positivo sulla società e sul territorio, ma senza dimenticare l'aspetto del business. E in questo Torino ha molto da dire", ribadisce Mario Calderini, ai vertici della struttura camerale che si occupa di questi temi: Torino Social Impact. "Possiamo proporci al mondo come punto di riferimento, anche grazie a grandi capitali che si stanno mobilitando in questo periodo". A questo, Torino sa aggiungere una lunga tradizione sociale, la presenza di compagnie bancarie e molti operatori già attivi in questo ambito. "Da qui nasce la nostra piattaforma di Torino Social Impact, che riunisce già oltre 50 realtà".

"Sono molti anni che come Camera di Commercio abbiamo investito nell'impatto sociale delle aziende sul territorio e oggi facciamo il passo successivo", aggiunge proprio Ilotte. E ancora Calderini: "Bisogna però fare attenzione perché adesso che il concetto è sdoganato, si rischia l'assalto alla diligenza. L'impatto sociale deve essere intenzionale e non collaterale e soprattutto deve essere misurabile".

E le risorse non mancheranno: grazie alla convenzione tra Camera di Commercio e Compagnia di San Paolo per il prossimo triennio ci saranno a disposizione 600mila euro (cento a testa, ogni anno). Un viatico importante per candidare quella della Mole a una delle città capitali continentali dell'economia sociale, secondo i recenti orientamenti della Ue. Un altro sogno, nemmeno troppo nascosto, è di poter ospitare in un futuro prossimo un grande evento legato all'economia a impatto sociale, con attori e investitori internazionali.

"L'economia a impatto sociale crea economia, posti di lavoro e nuovi servizi - ribadisce Paola Pisano - e stimola la rigenerazione di alcune aree della nostra città". "Vogliamo creare a Torino un ambiente sempre più orientato alla sperimentazione e all'innovazione, in totale trasparenza dei processi, supportando così anche la trasformazione sociale. Serve una nuova visione, che porti anche a modificare i modelli di business".

"In un territorio come il nostro ci sono due elementi centrali per renderci agenti di sviluppo: l'educazione e l'innovazione - sottolinea Francesco Profumo, presidente della Compagnia di San Paolo - e vogliamo sempre di più, oltre a valutare l'impatto sociale dei soggetti, accompagnarli nel loro processo che sia di sistema e non di singoli".

"Con questo accordo - conclude Ilotte - vogliamo dare una vera politica industriale in questo settore, con un partner fondamentale come la Compagnia e dando prospettiva per i prossimi anni".

Massimiliano Sciullo

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