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Eventi | 25 febbraio 2019, 10:14

Al Teatro Dravelli di Moncalieri "Radici in tasca"

Il nuovo concerto spettacolo scritto e interpretato da Erika La Ragione, con Rocco Di Bisceglie alla chitarra

Al Teatro Dravelli di Moncalieri "Radici in tasca"

Domenica 3 marzo alle 19.45 al Teatro Dravelli di Moncalieri, ottavo appuntamento della rassegna "Fermata Bengasi", con "Radici in tasca" il nuovo concerto spettacolo scritto e interpretato da Erika La Ragione, con Rocco Di Bisceglie alla chitarra.

Lo spettacolo affronta il tema della migrazione in Italia, quella interna, dal sud al nord, in un intreccio di malinconia per ciò che si è dovuto lasciare alle spalle e di gioia di vivere in un mondo pieno di nuove opportunità.

Così Enrico Pastore di Saltibriganti Teatro: “[…] Lo spettacolo racconta l’anima del migrante più che una migrazione, quella sospensione tra ciò che fu e ciò che sarà, tra la terra d’origine e quella che ti accoglie. Oggi quando si parla di un tale argomento si affacciano immediate le immagini degli esodi che dalle zone di guerra e povertà portano masse di fuggitivi alle porte di paesi più fortunati. Non di questo si parla, benché in qualche modo vi si alluda. Erika La Ragione racconta la sua migrazione, da Palermo, dal Sud che poco offre ai suoi figli da decenni costretti a partire verso luoghi che possano far crescere i sogni e le aspirazioni. Da Palermo a Torino per studiare e dar corpo a un’ambizione. Non una fuga quanto un trapiantarsi, ma la pianta che si sradica soffre, la terra in cui affonda le radici non è la sua, la luce che bagna le sue foglie non è quella in cui è nata.

Tutto congiura contro il successo, lei per prima, che guarda sempre al luogo da cui è partita. Quando la malinconia, la solitudine, lo sconforto ti abbracciano è difficile svicolarsi. Solo chi ci riesce rinasce e affonda le radici nel nuovo terreno e torna a crescere più forte.[…] Erika La Ragione ci racconta con canti e parole, ironica e candida, la sua migrazione.

L’abbandono della Sicilia e l’arrivo a Torino. Il dolore e la solitudine dell’arrivo in un posto sconosciuto e molto distante culturalmente, le incertezze del radicamento, la gioia di veder sorgere le nuove gemme di una vita diversa. Un nuovo che affonda nel vecchio, una mutazione che non rinnega l’origine, una trasformazione che non dimentica la forma originaria. Le radici ricordano sempre la terra che hanno incontrato la prima volta.”

Comunicato stampa

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