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Attualità | 14 maggio 2019, 11:04

E' morto Gianluigi Gabetti, braccio destro degli Agnelli

Il manager aveva 94 anni. Chiamparino: "Una delle persone più capaci di visione con cui mi è capitato di confrontarmi". Appendino: "Ha rivestito un ruolo molto importante per la finanza, l'industria e l'economia del nostro territorio"

E' morto Gianluigi Gabetti, braccio destro degli Agnelli

Si è spento nella notte a Milano Gianluigi Gabetti, manager e consigliere della famiglia Agnelli. Aveva 94 anni. Lo annuncia la famiglia.

I funerali si svolgeranno in forma privata, mentre a breve sarà resa nota la data della messa di Trigesima pubblica, che si svolgerà presso la chiesa della Consolata di Torino.

Questo il commento del presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino: "Ricordo Gianluigi Gabetti come un uomo gentile, profondamente radicato nella sua terra e nella cultura di senso dello stato e delle istituzioni che il Piemonte ha contribuito a trasmettere al resto del paese. Una delle persone più capaci di visione con cui mi è capitato di confrontarmi nella mia vita amministrativa, e che lo ha portato ad avere un ruolo strategico fondamentale nelle scelte che hanno permesso alla Fiat di risollevarsi dalla crisi. Era un uomo dalla umanità profonda, una perdita per tutti. Ricordo la sua commozione alla notizia della morte di Sergio Marchionne. La stessa che provo ora per la sua scomparsa".

Alberto Cirio, candidato presidente del centrodestra alle prossime regionali, ha ricordato così la figura di Gabetti: "Un grande piemontese. Un uomo d’altri tempi. Gianluigi Gabetti, come me, aveva le sue radici nelle Langhe, ma ha saputo mettere la sua origine di provincia al servizio di un Piemonte che fosse grande. Da lui c’è tanto da imparare. Io ho avuto l’onore di premiarlo con il riconoscimento più importante che la mia città, Alba, dà ai figli del suo territorio. Sono triste per la sua scomparsa, ma orgoglioso di averlo conosciuto e di aver percorso un pezzo della mia vita al suo fianco".

Anche la sindaca Chiara Appendino ha espresso il cordoglio della Città di Torino per la scomparsa di Gianluigi Gabetti. "Un uomo, un manager che ha rivestito un ruolo molto importante per la finanza, l'industria e l'economia del nostro territorio".

“Un uomo che ha portato innovazione in tutti gli ambiti nei quali ha operato: dalla musica all’industria, dall’arte moderna alla finanza. Grazie alla sua tenace e sabauda operosità ha rappresentato per molti di noi una guida di valore inestimabile - ha sottolineato Vincenzo Ilotte, presidente della Camera di commercio torinese. - Ricordo in particolare le sue parole espresse nel 2015 in occasione della Premiazione a Torinese dell’Anno: «Il futuro sarà caratterizzato da rischi maggiori rispetto al passato. A volte si tende a scappare dal rischio, ma non sempre funziona. Il rischio si affronta con il coraggio. Il pericolo si affronta con senso di responsabilità». Parole di grande visione, assolutamente attuali in tutti i tempi”.

E un ricordo di Gabetti arriva anche da Dario Gallina, presidente dell'Unione Industriale di Torino. "Con Gianluigi Gabetti scompare un protagonista di mezzo secolo della scena economica italiana e internazionale. Dagli esordi nel dopoguerra presso la Banca Commerciale Italiana di Raffaele Mattioli (un mentore di Gabetti) alla Olivetti di Adriano fino al sodalizio di oltre trent’anni con l’Avvocato Agnelli, egli ha impresso il suo marchio sulle principali vicende economiche e imprenditoriali che hanno visto coinvolto il nostro Paese. Di particolare rilievo il lungo periodo trascorso alla testa della Olivetti Corporation of America che ha fatto di lui uno dei primi manager italiani con una grande esperienza internazionale. A fianco dell’Avvocato Agnelli, all’Ifil e poi all’Exor e alla Fiat, Gabetti ha svolto un ruolo di primo piano nella finanza d’impresa, anche grazie alla stretta amicizia personale con grandi banchieri come David Rockefeller e André Meyer".

"L’azione di Gabetti è stata fondamentale per assicurare la continuità del Gruppo Fiat, nel difficilissimo momento di passaggio seguito alla scomparsa di Gianni e di Umberto Agnelli. La perfetta intesa con Sergio Marchionne ha permesso di guidare il Gruppo verso il risanamento e il rilancio. Nella personalità di Gianluigi Gabetti e nelle sue doti di assoluto rigore, di lealtà e di impegno personale, oltre che nella sua lungimiranza di uomo d’impresa, si è rispecchiato nel modo migliore quel carattere subalpino che egli ha sempre considerato la sua cifra comportamentale".

redazione

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