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Economia e lavoro | 17 maggio 2019, 15:23

Presentata al prefetto di Torino la proposta di legge sulla fauna selvatica di Cia agricoltori italiani

Gabriele Carenini (presidente regionale Cia Piemonte): “L’attuale legge è inadeguata, oggi la fauna selvatica non rischia più l’estinzione, pertanto va gestita e non solo tutelata”

Presentata al prefetto di Torino la proposta di legge sulla fauna selvatica di Cia agricoltori italiani

La proposta di legge messa a punto da Cia Agricoltori italiani sulla fauna selvatica e presentata questa settimana a Camera e Senato, è stata illustrata in mattinata al prefetto di Torino Claudio Palomba, dal presidente regionale dell’Organizzazione Gabriele Carenini, dal direttore regionale Giovanni Cardone e dal responsabile di settore Ezio Sussetto.

“La legge 157/92 è ormai inadeguata – ha detto Gabriele Carenini -, perchè fu approvata quando sembrava che molte specie rischiassero l’estinzione. Oggi la situazione è completamente diversa. Il rischio non é più l’estinzione, ma la crescita senza controlli della fauna selvatica. In pianura ed in collina  la dimensione dei danni causati delle specie selvatiche all’agricoltura ha raggiunto punte da vera emergenza economica. La proliferazione incontrollata delle specie selvatiche é anche un pericolo per la sicurezza dei cittadini. I cinghiali ed i caprioli, in particolare, sono tanti, troppi ed in deciso soprannumero rispetto ad una quantità tollerabile”.

“Anche i lupi – ha continuato Carenini – sono in crescita esponenziale. La pastorizia e l’allevamento in montagna, a causa dei lupi, che ormai sono arrivati a formare dei pericolosi branchi territoriali, stanno diventando un’attività snervante, quasi impossibile. Oggi a rischio di estinzione non è il lupo, ma sono piuttosto gli allevatori, i pastori e i contadini di montagna che svolgono un ruolo fondamentale per la salvaguardia degli ecosistemi complessi delle montagne”.

“Nessuno vuole l’estinzione di alcuna specie di fauna selvatica – ha aggiunto Giovanni Cardone – ma, quando una di queste diventa pericolosa ed in palese soprannumero, è essenziale porvi rimedio. Per questo motivo la Cia-Agricoltori italiani, di fronte ad una situazione che si va facendo ogni giorno più drammatica, ha deciso di sottoporre al Governo, al Parlamento ed a tutte le Istituzioni un testo di legge di modifica della legge 157/92, elaborato dalla nostra Organizzazione con il contributo di esperti del settore, la cui finalità di fondo è quello di sostituire il principio di protezione con quello di gestione della fauna selvatica. Se la legge del 1992 si focalizzava sulla conservazione della fauna, in quegli anni a rischio di estinzione per molte specie caratteristiche dei nostri territori, oggi la situazione si è ribaltata, con alcune specie in soprannumero o addirittura infestanti. L’esempio più lampante è costituito dai cinghiali, responsabili dell’80% dei danni all’agricoltura: si è passati da una popolazione di 50 mila capi in Italia nel 1980, ai 900 mila nel 2010 fino ad arrivare a quasi 2 milioni nel 2019. E’ del tutto evidente, quindi, che bisogna tornare a carichi sostenibili delle specie animali, in equilibrio tra loro e compatibili con le caratteristiche ambientali, ma anche produttive e turistiche, dei diversi territori”.

“Noi agricoltori - ha osservato Ezio Sussetto – seminiamo per raccogliere e non per ottenere i risarcimenti dei danni causati dalla fauna selvatica, che per altro arrivano sempre in ritardo e con il contagocce”.

Il prefetto ha ascoltato con grande attenzione ed ha assicurato che si farà portatore nelle varie sedi istituzionali delle richieste di Cia Agricoltori italiani.

comunicato stampa

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