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Economia e lavoro | 25 maggio 2019, 12:15

"Vestire slow", a Torino Cna Federmoda racconta le sue storie di moda sostenibile a km 0

Presentata la Guida che contiene 22 profili professionali espressioni del made in Italy

Foto: Davide Furia

Foto: Davide Furia

Ventidue imprenditori del settore fashion, tutti accomunati dall’essere espressione del Made in Italy. Questa è l’essenza della “Guida Slowfashion for slowshopping”, giunta alla terza edizione, realizzata, grazie al contributo della Camera di Commercio, con l’obiettivo di promuovere a Torino e nel resto dell’Italia le aziende artigianali e le piccole industrie del comparto tessile-abbigliamento-accessori.

CNA Torino, proprietaria del marchio collettivo “Slow fashion” che rende facilmente distinguibili ai consumatori i prodotti 100% Italia ha deciso di realizzare una nuova edizione che raccoglie i profili di ventidue imprenditori artigiani che si distinguono per l’alta qualità dei prodotti e per lavorazioni manuali realizzate in Italia (si spazia dalla sartoria alla maglieria, dal gioiello alla borsa, dai consigli per avere un giusto look fino all’occhiale e all’arte meccanica). 


La guida è stata presentata ufficialmente venerdì 24 maggio, presso la Sala Biblioteca del Circolo dei lettori di Torino.


Il marchio Slow fashion, che si avvale del portale web www.slowfashionitalia.it, nasce nel 2011 ed è garanzia “100% Italia” che contraddistingue esclusivamente i prodotti moda (abiti, accessori) disegnati e prodotti interamente in Italia partendo da materie prime trasformate in Italia. CNA Torino è garante della certificazione volontaria di filiera delle imprese associate a CNA Federmoda.


Questa guida allo Slow shopping racconta ventidue storie di piccoli produttori artigiani che operano in quella parte d’Italia che è compresa tra le Alpi e la pianura padana e che ruota intorno a Torino, la prima capitale della moda italiana. Ogni storia raccontata nella guida è in grado di arrivare dritto al consumatore sfruttando la forza dello storytelling, ovvero l’arte di raccontare la propria vera essenza, di costruire un progetto di comunicazione efficace intorno ad un brand e a un prodotto. Oggi, il consumatore chiede questo: di essere sedotto e appagato del fatto che ciò che intende indossare è davvero adatto a lui e che solo attraverso quell’abito o quell’accessorio moda potrà vivere nuove ed interessanti esperienze. 


Tra le ventidue storie raccontate, perché di questo alla fine si tratta, alcune catturano l’occhio come ad esempio: 

- Camden: la titolare Rossella Calabrò, attuale Vice Presidente nazionale CNA Federmoda e Presidente regionale CNA Federmoda realizza bijoux, abbigliamento e accessori in pezzi unici o a tiratura limitata. I corsetti sono cuciti a mano e i tessuti vengono scelti e acquistati personalmente dalla titolare, affinché ogni capo possieda un proprio carattere, fatto di trame, passamanerie antiche, perle, ricami e colori, con ispirazione gotico vittoriana. In veste di stylist, oltre all'allestimento di eventi, riceve i clienti per lo studio del look per serate di gala o eventi a tema.

- FabbricaTorino: nata in un primo momento nel 1923 come Società Anonima Manifattura Fabbrica Torino ad opera di due ingegneri che in seguito divennero entrambi manager nel gruppo industriale Diatto di Torino, grande impresa di costruzioni meccaniche e ferroviarie esistente dal 1835. La Manifattura Fabbrica Torino si specializzò in un primo momento nella produzione di oggetti a fini industriali in bachelite. Si racconta che, i due amici accomunati dalla grande passione per le corse automobilistiche, nel 1922, si incontrarono all’Autodromo di Monza in occasione del “Gran Premio Automobilistico d’Autunno”. Fu quel giorno che i due ingegneri presentarono ai fratelli Diatto il loro progetto imprenditoriale e che, nell’euforia dei festeggiamenti per la vittoria di Maserati Alfieri su Auto Diatto 3 Litri, posero le basi di un accordo che permise a Fabbrica Torino di diventare, negli anni a venire, tra i principali fornitori del gruppo torinese. L’evoluzione dell’azienda negli anni ‘30 portò poi alla sperimentazione di nuovi materiali (come l’acetato) e nuovi prodotti tra i quali occhiali sportivi per piloti e occhiali protettivi ad uso officina.


- Claudia Comar: i suoi capi (berrettini, sciarpe, maglie, maglioni…) sono pezzi unici realizzati con macchine semplici e versatili e richiamano la lavorazione ai ferri. Da anni è all’interno della filiera di valorizzazione delle lane tracciabili e i suoi filati raccontano la loro storia:  sono ottenuti da pecore di razze diverse, da alpaca e da capre d’angora (mohair) e sono tinti a mano dalla titolare con sostanze naturali o sono naturalmente colorati. 


- Jacopo Nesta: dopo essersi classificato secondo nella sezione “junior” al concorso nazionale “Forbici d'Oro”, indetto dalla prestigiosa Accademia Nazionale dei Sartori di Roma, nel 2016 decide di aprire un proprio atelier a Torino. A 34 anni è il sarto più giovane operante a Torino. Benchè si sia affacciato da poco alla professione la sua lavorazione, così come la sua linea, sono estremamente rigorose e rispettose della tradizione artigianale.


- MaqBell: la scelta del nome è alquanto curiosa visto che è l’incontro tra due parole: “Maq”, che vuol dire bellezza nella lingua degli Incas, il quechua, e “Bell”ezza, in italiano. Ed è proprio l’incontro tra queste due culture che caratterizza il marchio Maq.Bell e che ha portato Yolanda Echeverria a creare questo marchio di gioielli e bijoux. La titolare del marchio è nata in Perù e, con le proprie creazioni, vuole raccontare la propria cultura e il proprio messaggio di valorizzazione della donna, mischiandola con la cultura del made in Italy, perché tutti i suoi gioielli sono realizzati grazie alla collaborazione con aziende e artigiani esclusivamente italiani.


- Paola Bellinzoni: figlia di un collezionista d’antiquariato e di una ricamatrice è cresciuta nel culto del lavoro artigiano, tra marchés aux puces e aste d’arte. Per lei l’antiquariato e la sartoria d’epoca sono le componenti delle proprie collezioni di gioielli. Come architetto d'interni ha creato e crea, per i propri clienti, arredamenti progettati secondo un proprio personale stile decorativo che declina l'uso del colore, del papier peint, di pellami e tessuti con pattern retrò. Da sempre appassionata di bijoux, si è specializzata nel Gioiello Decò ed ha affinato una tecnica di cucito che è diventata il “filo conduttore” dei propri manufatti Vintage Costumized, creazioni originali e pezzi unici. 


Partner del progetto Slowfashion sono: Tessile e Salute, organismo nazionale con sede a Biella che si occupa della tutela della salute del consumatore in relazione all’acquisto di prodotti tessili e accessori moda; Torino Fashion Week, in programma dal 27 giugno al 3 luglio (CNA parteciperà con i propri stilisti associati, alcuni dei quali presenti nella guida, alla sfilata del 29 giugno); Barolo Fashion Show, in programma dal 31 maggio al 2 giugno (anche in questo caso CNA parteciperà con i propri stilisti associati, alcuni dei quali presenti nella guida); Regip, studio specializzato nella tutela legale, valorizzazione e difesa di marchi e brevetti, domini web, diritto d'autore, copyright, che ha curato un approfondimento sul valore del marchio di impresa, su come registrarlo e su come tutelarlo.

La guida verrà distribuita in alcuni hotel selezionati di Torino, al Circolo dei lettori, alla Camera di Commercio durante le sfilate della Torino Fashion Week e del Barolo Fashion Show e durante tutti gli eventi targati CNA. Inoltre sarà disponibile presso le aziende aderenti al progetto.

comunicato stampa

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