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Economia e lavoro | 11 giugno 2019, 11:31

Fiom, Re David: "Su FCA sappiamo le cose solo dai comunicati ufficiali"

Appuntamento a Torino sul futuro dell'auto. "Da sempre chiediamo un tavolo, ma anche il governo non sa nulla. Valfré apre all'unità sindacale: "Riapriamo il dialogo con CISL e UIL, divisi siamo più deboli"

Fiom, Re David: "Su FCA sappiamo le cose solo dai comunicati ufficiali"

Se Fiom e Cgil parlano di auto a Torino, non si può non fare riferimento a FCA. E in particolare alla trattativa fallita con Renault. Ecco perché al convegno "Il futuro dell'auto" si discute soprattutto di presente, con una nota decisamente polemica.

"Sia il governo che i sindacati, le notizie su FCA le apprendono dai comunicati stampa - punge Francesca Re David, segretaria generale di Fiom -. È da tempo che chiediamo di incontrare l'azienda a un tavolo nazionale, ma senza esito". In attesa di capire come andrà a finire, però, alcuni dati sono già emerso con chiarezza. "Vediamo che il governo francese ha messo i suoi paletti - prosegue Re David -. Pensiamo che la fusione sarebbe stata importante in un periodo come questo, capendo però cosa succederebbe per gli stabilimenti e se ci sono sovrapposizioni".

Sul tema Fca-Renault, però, quella che sembra segnata è la strada da seguire. "Bisogna proseguire sulla strada delle fusioni, per integrare le piattaforme e le produzioni. Altrimenti il rischio alternativo è quello dello spezzatino, come dimostra Magneti Marelli", dice Enrica Valfré, Segretaria Generale Cgil Torino. "Da FCA - aggiunge - solo tanti annunci e cassa integrazione, mentre gli effetti negativi, anche sull'indotto, sono evidenti. E l'auto elettrica a Mirafiori non può bastare. Nel nostro Paese manca una strategia pubblica, mentre in Giappone si pensa già all'auto a idrogeno. E Di Maio ha addirittura rivendicato questo silenzio".


"Degli investimenti non sappiamo nulla e questo porta con sé conseguenze gravi anche per l'indotto e la componentistica", ribadisce Fulvio Fammoni, della Fondazione Di Vittorio. 

E la giornata di oggi, ospitata alla Fabbrica delle E, è stata l'occasione anche per presentare l'indagine fatta in tutto il mondo Fca e dintorni. "In fabbrica le condizioni di lavoro sono peggiorate e dove la contrattazione è più debole, le condizioni sono ancora peggiori", dice ancora Valfré. "Sappiamo che dal futuro dell'auto dipende tanto del futuro del nostro territorio e del nostro Paese. Ma oggi la disattenzione della politica locale, a voler essere generosi, ha reso la situazione più fragile, pensando che fosse accettabile l'indebolimento della manifattura a favore dei servizi e della tecnologia. Ma o si torna a mettere al centro la manifattura, di qualità, o il declino proseguirà. Temiamo che il silenzio della politica sia più che altro incapacità di dire qualcosa". 

"La città di Torino ha dichiarato guerra all'auto, ma la mobilità deve essere accessibile per tutti, anche una popolazione che si fa sempre più anziana".  E ancora. "La definizione di Area di crisi per Torino non ci basta, anche perché al momento è solo una promessa elettorale senza finanziamenti. E quindi pensiamo a una mobilitazione in autunno per sapere di più sul futuro dell'auto a Torino", conclude Valfré. "E' importante dialogare con CISL e UIL. Conosco le difficoltà e le differenze, ma ci serve essere uniti per non essere più deboli di fronte alle imprese".

Un'apertura che trova d'accordo anche Edi Lazzi, segretario provinciale di Fiom Torino. "Con me si sfonda una porta aperta, ma l'incontro con Fim e Uilm deve essere trovato sui contenuti. Sono assolutamente d'accordo però che l'unità sindacale è un valore: dobbiamo confrontarci a 360 gradi per capire cosa possiamo davvero fare insieme". Ma in vista della mobilitazione d'autunno, Lazzi allarga l'orizzonte: "La crisi dell'automotive non riguarda soltanto i metalmeccanici, ma anche settori vicini come la gomma plastica o il commecio, solo per citarne due. Dobbiamo allargare il confronto".

Massimiliano Sciullo

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