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Economia e lavoro | 20 giugno 2019, 16:48

Manital, la protesta si sposta sotto l'assessorato regionale: "Adesso basta, non accettiamo più scuse" (VIDEO)

Già due i mesi di stipendio arretrato: circa 2000 le persone coinvolte in Piemonte. E una manifestazione regionale è annunciata per l'11 luglio a Ivrea, davanti alla sede centrare dell'azienda

Manital, la protesta si sposta sotto l'assessorato regionale: "Adesso basta, non accettiamo più scuse" (VIDEO)

Non si ferma la battaglia dei lavoratori della Manital, da tempo in attesa degli stipendi e ormai al centro di numerose manifestazioni e proteste. L'azienda si occupa di pulizie in Comuni come Nichelino, Collegno, Alpignano, Pianezza, Città Metropolitana, Asti e Ivrea e grosse aziende pubbliche e private come Inail e Agenzie delle Entrate, ma anche Inps, Atc, Teksid, Ferrovie, i tribunali di Biella e Novara e così via.

Oggi pomeriggio, il presidio si è spostato sotto le finestre di via Magenta, sede dell'assessorato al Lavoro che una volta aveva in Gianna Pentenero la sua inquilina e che ora vede Elena Chiorino. Si tratta del primo di due giorni di sciopero indetto da Filcams, Fisascat e Uiltrasporti per l'intero turno di lavoro, che domani mattina dalle 8 alle 13 porterà il presidio in via Isonzo, dove si trova la palazzina Telecom.

Almeno due i mesi di stipendio arretrato, per lavoratori (spesso lavoratrici) che guadagnano da 400 a 700 euro al mese.



"Chiediamo rispetto", recita uno striscione che viene incollato con il nastro adesivo ai muri esterni dell'assessorato. Ma soprattutto quello che aspettano i lavoratori sono i soldi: "Siamo fermi ad aprile. E tra poco sarà il momento di giugno - spiega una delle delegate sindacali, Sonia Tipaldo, della Uil -. Sappiamo che hanno saldato gli stipendi di chi lavora per Fiat e Iveco, ma tutti gli altri ancora non hanno avuto risposte, né prospettive. Da Telecom all'Agenzia delle Entrate agli altri".

In Piemonte, la questione tocca da vicino almeno 2000 dipendenti (di cui almeno 300 a Torino) e in tutta Italia si sale a 6000 persone. "Continuano a dire che è a causa di alcuni crediti che vantano presso clienti, Stato compreso. Ma nostre fonti - prosegue Tipaldo - ci hanno garantito che Telecom ha saldato tutte le fatture che doveva saldare, per esempio. E anche dal ministero hanno smentito ritardi nei pagamenti".

Un altra ferita che brucia, sulla pelle dei lavoratori, è legata al metodo di pagamento "a macchia di leopardo". "Durante l'incontro che c'era stato la scorsa settimana in Prefettura avevano preso l'impegno che non avrebbero fatto differenze nei tempi di pagamento. E invece non è così, come dimostra appunto il caso di Fiat e Iveco".

Una nuova manifestazione, questa volta a carattere regionale, è fissata per l'11 luglio, davanti alla sede centrale di Manital, a Ivrea. 

Massimiliano Sciullo

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