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Economia e lavoro | 24 settembre 2019, 08:52

Una sartoria popolare che possa aiutare le donne fragili: al via la raccolta fondi

L'iniziativa è del Gruppo Abele e comincia il 26 settembre attraverso Produzioni dal basso: si chiama #InTessere e servono 5000 euro

Una sartoria popolare che possa aiutare le donne fragili: al via la raccolta fondi

Parte il 26 settembre su Produzioni dal Basso #InTessere, il progetto del Gruppo Abele Onlus che punta a formare e professionalizzare donne vulnerabili della periferia torinese.

Parte ufficialmente il 26 settembre, sulla piattaforma online Produzioni dal Basso, la campagna di crowdfunding In-Tessere, pensata e promossa dal Gruppo Abele Onlus, con il sostegno della Città di Torino (Pon Metro 2014-2020) e la consulenza dell’ECC – European Crowdfunding Center.

La campagna si propone di raccogliere 5 mila euro nell’arco di un mese (fino al 26 ottobre) che insieme ai 15 mila donati dalla Fondazione Enrico Eandi permetteranno la nascita della sartoria popolare all’interno della Drop House, centro diurno in bassa soglia del Gruppo Abele in via Pacini 18 (nel quartiere di Barriera di Milano, a Torino) che accoglie, da quasi dieci anni, donne con o senza figli in situazioni di vulnerabilità (sociale, economica, familiare).

Le donne saranno preliminarmente formate e professionalizzate. La prima parte del progetto prevede infatti l’allestimento di una scuola popolare di sartoria, con corsi (teorici e pratici) tenuti da esperti del settore e da sarte di professione.

Conoscenza, formazione e lavoro sono dunque le tre componenti essenziali di In-Tessere che mira a generare processi di autonomia proprio attraverso la realizzazione lavorativa.

Gli spazi della sartoria saranno inoltre messi a disposizione dell’intero quartiere, in modo tale da farne un centro di aggregazione femminile, dove, grazie alla condivisione di esperienze personali e di tecniche di lavoro, si darà una risposta pratica alle esigenze di integrazione sociale provenienti da un quartiere a rischio qual è Barriera di Milano.

“Operare nei quartieri significa mettere mani nelle contraddizioni delle città, significa agire a contatto diretto con le difficoltà quotidiane delle persone. La strada, le periferie, per il Gruppo Abele, sono state da sempre un punto di partenza fondamentale per leggere e interpretare il mondo. E oggi, mentre il mondo si accentra, sentiamo l'esigenza di raddoppiare il nostro impegno nei quartieri per farne dei laboratori: non semplici riproduzioni dei centri, ma nuclei di un modo diverso di interpretare la società”, spiega Maria Beatrice Scolfaro, vicepresidente del Gruppo Abele. 

“In-Tessere – continua – nasce orgogliosamente in periferia, non per ma con le donne della periferia. Che sono donne italiane e donne straniere. Torinesi, pugliesi, nigeriane, maghrebine... Le stesse donne al cui fianco da anni operiamo per costruire percorsi reali di autonomia. Consapevoli che nessuna autonomia, oggi, è possibile senza il lavoro. Che significa dignità".

La campagna si avvarrà, contestualmente, del supporto mediale di influencer ed esponenti del mondo della cultura e del sociale che la sosterranno attraverso le proprie pagine Instagram e Facebook.

comunicato stampa

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