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Politica | 21 ottobre 2019, 19:07

Cavallerizza Reale, il M5S difende l'autogestione: "Beni comuni non siano utilizzati per fare cassa"

Iaria: "L’intervento tempestivo dei vigili del fuoco ha permesso di circoscrivere l’incendio a un’area di 300 metri quadrati". Alle 18 il rogo definitivamente spento

Cavallerizza Reale, il M5S difende l'autogestione: "Beni comuni non siano utilizzati per fare cassa"

L’intervento tempestivo dei vigili del fuoco ha permesso di circoscrivere l’incendio ad un’area di 300 metri quadrati: i locali che hanno preso fuoco sono nella zona delle “Pagliere”. Per quanto riguarda gli interventi delle prossime ore, siamo in contatto con la Questura e i vigili del fuoco, che faranno una relazione e ci diranno l’area da circoscrivere ed eventualmente chiudere”. Così l’assessore all’Urbanistica Antonino Iaria è intervenuto in Consiglio Comunale sull’incendio che questa mattina ha devastato una parte della Cavallerizza.

Incendio che attorno alle ore 18 è stato definitivamente spento dai pompieri.

Iaria ha poi spiegato che questa mattina sono stati rimossi i “calcinacci pericolanti sul marciapiede di via Rossini e dopo la relazione dei pompieri ci saranno altre comunicazioni”.

Ad aprire il dibattito il consigliere del M5S Damiano Carretto, che esprimendo dispiacere per il rogo ha difeso il progetto di autogestione partito alcuni anni fa sulla Cavallerizza. "Erano stati richiesti -ha spiegato - al ministero per i Beni Culturali 6 milioni di euro da destinare alla conservazione e messa in sicurezza del bene destinato ad un polo innovativo culturale nato da esperienze di aggregazione spontanea".

Critica la vice capogruppo del Pd Chiara Foglietta, che ha accusato il M5S di incompetenza che "genera danni e uno stallo nella crescita della città". "Non riuscite a trovare - ha continuato l'esponente dem - una soluzione o a parlarci di un percorso partecipativo: vogliamo la quantificazione dei danni e capire il futuro vero della Cavallerizza e come sarà strutturato il regolamento sui beni comuni".

Contrari all'attuale autogestione della Cavallerizza anche il capogruppo dei Moderati Silvio Magliano "perché nessuno risponde di quanto si cura o non si cura quella struttura" e di Lista civica per Torino Francesco Tresso "stiamo continuando a gestire in modo improvvisato, con errori gravissimi, un patrimonio Unesco di cui saremo chiamati a rispondere".

"Esiste un’unica visione dei beni comuni -ha replicato l'assessore Marco Giustache vuole prevenire il fatto che questi siano utilizzati dagli enti pubblici per fare cassa. L’obiettivo è questo ed è questo che fa muovere questa maggioranza nell’avere un regolamento dei beni comuni aggiornato".

Non solo forze dell'ordine e politici. La questione della Cavallerizza ha mobilitato anche i professionisti, in particolare quelli che si occupano di beni culturali, come gli architetti. Ad esprimersi è Bruno Pelle, libero professionista, coordinatore del gruppo di lavoro dell'Ordine degli architetti che si occupa proprio di prevezione incendi. "Rifunzionalizzare una struttura come la Cavallerizza vuol dire anche monitorare l'edificio, anche cambiandone destinazione d'uso, anzi in questi casi proprio cambiando destinazione d'uso".

"La prevenzione incendi - prosegue - va vista come parte del restauro, perchè contribuisce a salvaguardare il bene. E negli edifici storici - per la loro delicatezza - è un aspetto primario. Comunque - conclude l'architetto Pelle - il riuso è prevenzione. E vale in ogni caso".

Cinzia Gatti

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