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Politica | 09 novembre 2019, 15:19

Radicali e +Europa a Cirio: "Presidente, a che punto è la Tav, un anno dopo la manifestazione di piazza Castello?"

De Grazia e Cavaletto: "Il governatore convochi un appuntamento pubblico per fare il punto sul tema"

Radicali e +Europa a Cirio: "Presidente, a che punto è la Tav, un anno dopo la manifestazione di piazza Castello?"

Ad un anno esatto dalla manifestazione “SI’ TAV” di Piazza Castello, Patrizia De Grazia (coordinatrice dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta) e Marco Cavaletto (presidente gruppo +Europa Torino) hanno dichiarato:

“Un anno dopo, immersi come siamo in una situazione politica estremamente difficile e sfilacciata, dobbiamo tutti fare tesoro del ricordo di quella Piazza Castello gremita da migliaia di cittadini, di tutte le estrazioni sociali, di tutte le convinzioni politiche, uniti nella richiesta di sbloccare l’incredibile vicenda della TAV (dopo la mozione NO TAV approvata dal Consiglio Comunale di Torino pochi giorni prima) ma uniti anche dalla volontà di opporsi all’evidente costante declino politico, sociale, culturale di Torino e dell’intero Piemonte.

Mille di quei cittadini firmarono al nostro banchetto per richiedere al Comune di Torino l’indizione di un referendum comunale consultivo sulla TAV. Abbiamo cercato di onorare e di difendere quelle firme in tutti i modi: portandole in Consiglio Comunale e ottenendo dalla maggioranza M5S un arrogante NO (proprio quelli che si erano spacciati per i paladini della “democrazia diretta”, dell’ “uno vale uno”, della “partecipazione popolare”). Poi abbiamo richiesto il referendum consultivo in Città Metropolitana (governata dalla sindaca Appendino), ma ci è stato detto di NO perché manca il regolamento di attuazione del referendum. Poi abbiamo convinto Sergio Chiamparino a promuovere un referendum regionale consultivo, abbinandolo alle elezioni europee e regionali per risparmiare sui costi. Naturalmente occorreva il nulla osta del ministro degli Interni, Matteo Salvini, responsabile delle operazioni elettorali,. Il presidente Chiamparino richiese pubblicamente a Salvini aiuto e collaborazione per l’indizione della consultazione referendaria; ebbe in cambio un “Me ne lavo le mani, fate voi”.

Se si fosse tenuto quel referendum regionale, il SI alla TAV avrebbe ottenuto fra l’80 e il 90% di voti e avrebbe costituito l’avallo popolare definitivo alla realizzazione dell’opera.

Da ultimo vogliamo ricordare che la lista di +Europa alle elezioni regionali ha deciso d inserire nel proprio simbolo la scritta “SI TAV” per sottolineare anche simbolicamente la rilevanza di quell’opera per il contesto piemontese.

Guardando al futuro, invitiamo il presidente Cirio a organizzare un appuntamento pubblico per illustrare ai cittadini lo stato di avanzamento dell’opera, i problemi sul tavolo, le scadenze e il cronoprogramma dei lavori. Quella piazza del 10 dicembre 2018, a cui è stato negato il diritto di esprimersi con il referendum consultivo, chiede comunque, ancora oggi, di essere tenuta in considerazione, di essere informata costantemente su scelte che riguardano ciascun cittadino di questa regione.

comunicato stampa

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