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Economia e lavoro | 11 novembre 2019, 18:45

Ex Embraco, anche Ventures apre a un nuovo investitore. Adesso parte la caccia a un piano B [VIDEO]

Dalla riunione dell'Amma emerge lo stallo del progetto delineato all'epoca del passaggio di testimone con Whirlpool. Si pensa a riportare tutti i dipendenti in cassa per non erodere il Fondo di reindustrializzazione lasciato dalla vecchia proprietà, cercando nel frattempo un nuovo soggetto disponibile a rilanciare lo stabilimento. Oppure offrendo incentivi all'esodo o alla ricollocazione

Ex Embraco, anche Ventures apre a un nuovo investitore. Adesso parte la caccia a un piano B [VIDEO]

Questa mattina il corteo "funebre" nelle vie del centro di Torino, nel primo pomeriggio il vertice tra sindacato e aziende presso la sede dell'Amma, in via Vela. La giornata (l'ennesima) di fuoco per la vertenza Ex Embraco (lo stabilimento di Riva di Chieri passato ora a Ventures, ma mai partito veramente con la produzione), si è conclusa con un nuovo rinvio. Nessuna certezza, nessuna garanzia per circa 400 lavoratori e relative famiglie.

Rispetto all'impegno che l'azienda aveva preso a Roma, nella sede del Mise, di nominare un nuovo vertice e soprattutto un nuovo amministratore delegato non si sono registrate novità. "Ad oggi - dicono in una nota ufficiale Uilm e Fiom - il nuovo ad non è stato ancora nominato ed è emerso che il piano industriale della Ventures non ha avuto applicazione. Sono quindi necessari nuovi progetti industriali in grado di avviare la produzione nello stabilimento, tutelando i 409 posti di lavoro".



"L’ipotesi emersa al tavolo di trattativa, che sarà valutata domani dalle assemblee dei lavoratori in programma alle 14, è di salvaguardare il fondo dedicato alla reindustrializzazione dello stabilimento, utilizzando la cassa integrazione (valida fino a luglio 2020), in attesa dei prossimi incontri", dicono ancora i rappresentanti dei lavoratori. Domani le organizzazioni sindacali chiederanno un incontro urgente alla Regione Piemonte in vista del tavolo di crisi al Mise, che dovrebbe svolgersi entro la prima metà di dicembre. All'epoca, erano 16 i milioni lasciati "in dote" dai proprietari uscenti. Cifra che si sarebbe ridotta a 9 nel corso dei mesi fino a oggi.

“Oggi abbiamo registrato un primo passo di discontinuità rispetto alla precedente gestione, ma non è sufficiente - dicono Vito Benevento della segreteria Uilm Torino e Mario Minore, delegato Uilm della Ventures -. Sarà fondamentale costruire un piano industriale alternativo a quello presentato dalla Ventures, altrimenti si corre il rischio di un ‘deja vu’ di altri casi accaduti in passato a Torino. Il Governo non se lo può permettere. Il caso della ex Embraco, quello dell’Ilva e la vicenda della Whirlpool di Napoli hanno come unica costante la fragilità di un Paese, privo di una politica industriale seria da almeno dieci anni”. 

"Questa mattina i lavoratori hanno manifestato per richiamare alle proprie responsabilità le istituzioni - aggiungono Edi Lazzi, segretario della Fiom di Torino, e Ugo Bolognesi, responsabile Ventures per la Fiom -. La sindaca Appendino si è impegnata a organizzare una manifestazione davanti allo stabilimento di Riva di Chieri coinvolgendo i sindaci della Città metropolitana e a contattare da subito il ministro Patuanelli. Abbiamo inoltre incontrato la prefettura, che si è impegnata a sollecitare i ministeri competenti ad intervenire per trovare soluzioni condivise. Abbiamo ribadito nell’incontro del pomeriggio con l’azienda presso l’Amma che serve trovare in tempi rapidi progetti industriali seri e credibili, in grado di ridare fiducia ai lavoratori, che si trovano oggi, dopo mesi di battaglie, a rischiare ancora una volta il proprio posto di lavoro. Ognuno deve assumersi le proprie responsabilità, a partire da chi ha presentato il progetto Ventures come fattibile, quindi la Whirlpool e i suoi consulenti per arrivare a chi ha dato credito a quel progetto, cioè il Mise e l’agenzia Invitalia. Continueremo con tutte le iniziative utili per difendere i 409 posti di lavoro”.

E sul tema sono intervenuti anche i sindacalisti di Fim: "La proposta dell'azienda di utilizzare i 10 milioni del fondo Embraco destinato a Ventures per il suo Piano Industriale che non esiste, per una nuova azienda che subentri, oppure per incentivare le buonuscite e/o ricollocamento dei lavoratori è il segno tangibile che siamo arrivato al finale con Ventures - dice Claudio Chiarle, segretario provinciale di Fim Cisl -. Oltretutto per fare ciò è necessario che i lavoratori siano tutti in cassaintegrazione, segno ulteriore che Ventures è stato uno specchietto per le "allodole" a cui hanno abboccato ex Ministri e attuali Ministri e novelli Assessori che ancora vorrebbero dare a Ventures soldi pubblici per la formazione. Siamo di fronte a una tragedia operaia malgestita dalla politica locale e nazionale; mentre Embraco con alle spalle Whirlpool ha ripetuto lo stesso schema di Indesit di anni fa e l'attuale in corso a Napoli". E Arcangelo Montemarano, delegato Fim per Ventures, aggiunge: "La Maschera è stata calata. Ventures non ha nessun piano industriale, forse non c’è mai stato. Lo scempio è compiuto adesso fuori i responsabili le istituzioni si prendano le loro responsabilità per questa catastrofe annunciata".

Massimiliano Sciullo

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